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Biodiversità, le misure messe in campo dall'UE per proteggere api e impollinatori sono insufficienti

Biodiversità, le misure messe in campo dall'UE per proteggere api e impollinatori sono insufficienti

"Necessità di intervento urgente" per far fronte al declino di api e altri impollinatori nell'UE. La valutazione sulla prima iniziativa per gli impollinatori lanciata dalla Commissione nel 2018 "per sensibilizzare sul tema, informare sul declino degli impollinatori e contrastarne le cause". Serve fare di più per contrastare la perdita di habitat nei paesaggi agricoli e l'impatto dei pesticidi

Bruxelles – “Necessità di intervento urgente”, le misure messe in campo da Bruxelles per proteggere api e altri insetti impollinatori non sono ancora sufficienti per prevenirne declino ed estinzione. In particolare, occorre intensificare gli sforzi per far fronte alla perdita di habitat nei paesaggi agricoli e all’impatto dei pesticidi: due degli obiettivi che l’UE spera di centrare con le due strategie per la Biodiversità e Farm to Fork, pubblicate a marzo del 2020.

Negli ultimi 10-15 anni – segnala l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) – gli apicoltori hanno segnalato una insolita diminuzione del numero di api e perdite di colonie, in molti Paesi dell’Europa occidentale, tra cui Italia, Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, e Spagna. Non è stata individuata una causa unica per la diminuzione del numero di api, ma l’EFSA indica diversi fattori che possono agire insieme, tra cui agricoltura intensiva e uso di pesticidi, lo scarso nutrimento a disposizione delle api, i virus, gli attacchi di agenti patogeni. Per contrastare il problema, la Commissione europea ha presentato nel 2018 la prima iniziativa per gli impollinatori dell’UE “per sensibilizzare sul tema, informare sul declino degli impollinatori e contrastarne le cause”. Oggi l’Esecutivo fa per la prima volta il punto sull’attuazione dell’iniziativa dell’UE a favore degli impollinatori, ed evidenzia che “sono stati compiuti progressi significativi a livello di attuazione delle azioni, ma permangono criticità in relazione alla gestione dei vari fattori alla radice del declino“. Bruxelles potrebbe valutare la possibilità di rivedere l’iniziativa dell’UE sugli impollinatori, pubblicata ormai tre anni fa, per far fronte a queste carenze.

La relazione dimostra che l’iniziativa è “ancora uno strumento politico utile che consente all’UE, agli Stati membri e ai portatori d’interesse di contrastare il declino degli impollinatori. Alla fine del 2020 erano state attuate oltre trenta azioni che si concentravano sul migliorare la conoscenza sul declino degli impollinatori; affrontarne le cause; coinvolgere i cittadini e promuovere la cooperazione al fine di arrestarlo. Secondo la relazione, occorre però intensificare gli sforzi, in particolare per far fronte alla perdita di habitat nei paesaggi agricoli e all’impatto dei pesticidi.

“L’allarmante declino degli insetti che impollinano le colture e la flora selvatica mette a rischio la sicurezza alimentare e minaccia la nostra sopravvivenza e quella della natura nel suo insieme”, ha commentato Virginijus Sinkevičius, commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca. “La relazione odierna dimostra chiaramente che dobbiamo fare di più per affrontare i principali fattori alla radice di questo drastico declino. Sarà fondamentale integrare ulteriormente la conservazione degli impollinatori nella politica agricola comune e nel quadro legislativo sui pesticidi”, ha concluso.

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