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Tutti i Parlamenti approvano l'accordo sulle risorse proprie, il recovery fund può partire

Tutti i Parlamenti approvano l'accordo sulle risorse proprie, il recovery fund può partire

Austria e Polonia completano l'iter necessario per permettere alla Commissione europea di reperire risorse sui mercati. Gentiloni: "Passo importante per il rilancio dell'economia"

Bruxelles – Il recovery fund può partire. Austria e Polonia ha completato i passaggi parlamentari necessari per approvare l’accordo sulle risorse proprie, che modifica i massimali dei contributi nazionali al funzionamento del bilancio dell’UE necessari per fare da garanzia ai prestiti che la Commissione europea dovrà chiedere sui mercati per finanziari Next Generation EU il suo fondo per la ripresa, lo speciale strumento da 750 miliardi di euro tra prestiti e garanzie varato per rispondere alla crisi economica innescata dalla pandemia di COVID.

Ora che tutti gli Stati membri hanno avuto il via libera parlamentare, l’esecutivo comunitario può andare sui mercati a reperire i fondi necessari, e rispettare così l’obiettivo di avere l’erogazione dei prime contributi finanziari al più tardi entro l’1 luglio. L’obiettivo rimane ovviamente fare prima che si può.

Soddisfatto il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni, consapevole del “passo importante per il rilancio dell’economia” dell’UE e dei suoi Stati membri in questo momento di difficoltà. Esulta anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, tra gli artefici dell’accordo politico su bilancio pluriennale dell’Unione (MFF 2021-2027) e meccanismo di ripresa. Fu lui, lo scorso luglio, a costringere i leader a cinque giorni di serrate trattative per un accordo. Con la fine del processo di ratifica sulle risorse proprie “abbiamo raggiunto un traguardo nella lotta alla pandemia”.

Attualmente sono 19 gli Stati membri ad aver presentato a Bruxelles i piani nazionali per la ripresa da finanziare attraverso lo speciale recovey fund per cui la Commissione può ora chiedere soldi ai mercati. La Commissione europea sta esaminando i piani di Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria. A metà giugno potrebbero arrivare già le prime indicazioni sui piani idonei al finanziamento.