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    Home » Economia » Ripresa, l’UE chiede prudenza. “Paesi come Italia puntino su recovery fund e meno su spesa nazionale”

    Ripresa, l’UE chiede prudenza. “Paesi come Italia puntino su recovery fund e meno su spesa nazionale”

    Le indicazioni nella comunicazioni agli Stati e nelle raccomandazioni specifiche. Per governi con elevato debito pubblico chieste politiche che garantiscano la sostenibilità delle finanzie pubbliche

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    2 Giugno 2021
    in Economia
    recovery fund new generation eu

    Bruxelles – Restano le incertezze di fondo, legate alla varianti del virus e ad una campagna vaccinale che potrebbe procedere a più velocità, ma ci sono segnali di ripresa. In un clima di questo tipo, la parola d’ordine è “prudenza”. Gli Stati sono invitati a sostenere la ripresa con il meccanismo comune Next Generation EU e il suo recovery fund, e fare attenzione a tutte le spese ulteriori al di fuori di questo schema per evitare di peggiorare una situazione di bilancio già messa a dura prova dalla pandemia. Questo il messaggio principale contenuto nella comunicazione agli Stati sul pacchetto del semestre europeo, il ciclo di coordinamento delle politiche economiche e di bilancio, e rivolto a tutti ma soprattutto ai Paesi con l’alto debito.

    Si chiama in causa l’Italia, con un un livello di debito pubblico in rapporto al Prodotto interno lordo secondo solo alla Grecia, ed esploso a causa della spesa resasi necessaria per contrastare gli effetti della pandemia. Per chi si trova nella situazioen di Roma si richiede “un buon mix di spesa”, sintetizza il commissario per un’Economia al servizio delle persone, Valdis Dombrovskis. Vuol dire “focalizzarsi sugli investimenti tenendo sotto controllo le altre spese”.

    Non a caso le raccomandazioni specifiche per l’Italia quest’anno sono solo tre, e concentrate tutto su questo. Si chiede, per il 2022, di fare pieno uso del recovery fund e “limitare la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale” così da non impattare troppo sui conti pubblici. Legata a questa raccomandazione la seconda, che esorta a garantire la sostenibilità del debito nel medio termine. La terza raccomandazione è quella di fare attenzione alla composizione e alla qualità della spesa pubblica. In sintesi: sostegno all’economia reale, ma attenzione. 

    In generale le cose sembrano andare bene. La Commissione europea si aspetta che tutti gli Stati membri tornino ai livelli di crescita pre-crisi entro la fine del 2022, e l’occupazione tornerà a crescere il prossimo anno. Ma si attende anche una situazione diversa tra Stati membri. In questo l’Italia sembra fare già storia a sè.

    All’elevato debito pubblico il governo di Roma deve far fronte alla “protratta debole dinamica della produttività”, due fattori con “rilevanza transfrontaliera in un contesto di fragilità del mercato del lavoro e del settore bancario”. Se la traiettoria discendente del debito è attesa solo nel 2022, la crescita della produttività a lungo termine “rimane limitata“ da ostacoli agli investimenti pubblici e privati e dai limiti alla crescita delle imprese più produttive. Inoltre la crescita “molto lenta” della produttività, insieme ai bassi tassi di occupazione, ostacolano la crescita potenziale, che a sua volta limita lo spazio per la riduzione dell’indebitamento. Per questo si insiste sulla necessità di privilegiare le politiche europee a quelle nazionali.

    “Il recovery fund offre un’opportunità unica per migliorare le nostre economie in tanti modi”, sottolinea il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni. Lo strumento finaziario dell’UE può “rendere la spesa e le entrate più favorevoli alla crescita e fornire un sostanziale sostegno fiscale alle economie degli Stati membri, senza aumentare i disavanzi o il debito”.

    Tags: conti pubbliciCOVIDeurozonainvestimentiitalianext generation eupandemiaPaolo Gentilonirecovery fundSemestre europeoue

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