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ETS per edifici e trasporti, Bruxelles valuta un fondo per proteggere i cittadini dall'aumento dei prezzi
Frans Timmermans

ETS per edifici e trasporti, Bruxelles valuta un fondo per proteggere i cittadini dall'aumento dei prezzi

Qualsiasi proposta per una riforma del sistema di scambio di quote di emissioni in questi nuovi settori "deve essere accompagnata da una proposta per mitigare l'impatto sociale", ha chiarito il vicepresidente esecutivo Timmermans alla plenaria del Comitato economico e sociale europeo. La Commissione svelerà il 14 luglio il suo pacchetto 'Fit for 55' che includerà anche la revisione dell'ETS

Bruxelles – Transizione sì, ma senza lasciare indietro nessuno. E’ quanto ripete il vicepresidente esecutivo per il Green Deal, Frans Timmermans, partecipando alla sessione plenaria del Comitato economico e sociale europeo (CESE) di ieri (10 giugno) dove ha anticipato i piani della Commissione Europea di creare un fondo a sostegno delle famiglie vulnerabili da possibili aumenti dei prezzi dovuti all’estensione del mercato europeo del carbonio (l’ETS) anche ai trasporti e ai sistemi di riscaldamento degli edifici.

L’Esecutivo europeo svelerà il suo pacchetto legislativo per il clima Fit for 55 il prossimo 14 luglio, che comprenderà anche una riforma del sistema di scambio quote di emissioni (ETS), che serve all’UE per stabilire un prezzo sull’inquinamento nel settore energetico e industriale. Attualmente riguarda circa 10mila impianti nel settore dell’energia elettrica e nell’industria manifatturiera e le compagnie aree, e interessa circa il 40% delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE. Non è ancora sicuro se sarà esteso anche ai trasporti ed edifici ma a detta di Timmermans “se dovessimo introdurre lo scambio di emissioni per questi combustibili, ciò significa che dobbiamo anche portare il nostro impegno per l’equità sociale un passo avanti. Qualsiasi proposta sullo scambio di quote di emissione in questi nuovi settori, deve accompagnare contemporaneamente una proposta per l’impatto sociale”, ha chiarito. Il CESE, come il Parlamento europeo, teme che questo piano di riforma possa aumentare i costi del carburante o del riscaldamento per i cittadini, colpendo più duramente i gruppi a basso reddito e vulnerabili.

Bruxelles valuta dunque misure aggiuntive al Fondo per la giusta transizione per mitigare l’impatto sociale della transizione. Una parte delle entrate generate dallo scambio di quote di emissioni nel trasporto stradale e negli edifici – spiega Timmermans – potrebbe essere destinata a un fondo dedicato in modo che gli Stati membri possano utilizzare tali entrate per compensare il “costo di questa transizione per i cittadini vulnerabili”. Secondo il vicepresidente, riservare assistenza finanziaria ai cittadini potrebbe aiutarli a passare ad alternative pulite come sistemi di riscaldamento domestico a emissioni zero o veicoli elettrici.

Il pacchetto Fit for 55 è pensato per centrare gli obiettivi di ridurre le emissioni di gas serra del 55 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli registrati nel 1990. Una tappa intermedia fissata nella Legge sul clima per arrivare a emissioni zero entro il 2050. Gli edifici sono responsabili di quasi il 36 per cento delle emissioni di CO2 dei Ventisette, il parco immobiliare dell’UE è molto indietro dal punto di vista dell’efficienza energetica. Nel suo piano di ristrutturazione edilizia (la strategia Renovation Wave) l’Esecutivo prevede di riuscire a ristrutturare 35 milioni di edifici entro il 2030, facendo notare che attualmente solo l’1 per cento viene sottoposto ogni anno a ristrutturazioni di efficientamento energetico.

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