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Google, multa da 500 milioni di euro per non aver negoziato

Google, multa da 500 milioni di euro per non aver negoziato "in buona fede" con stampa francese. Esultano editori UE

L'Autorità nazionale per la concorrenza ha condannato la "strategia deliberata, elaborata e sistematica" della Big Tech per non rispettare la sentenza del 2020, che ha stabilito l'equa remunerazione per il riutilizzo dei contenuti online coperti da copyright

Bruxelles – La Francia contro Google. È durissimo l’affondo dell’Autorité de la concurrence, l’autorità deputata al controllo delle pratiche anti-concorrenziali, nei confronti della Big Tech con sede a Mountain View, a cui è stata inflitta una multa record di 500 milioni di euro per non aver negoziato “in buona fede” con editori e agenzie di notizie sulla remunerazione per il riutilizzo dei contenuti protetti da copyright.

La decisione della presidente Isabelle de Silva è arrivata martedì (13 luglio) e ha aperto scenari importanti per tutti gli Stati membri UE. “Quando un’autorità nazionale impone ingiunzioni alle imprese, queste sono tenute ad applicarle scrupolosamente”, ha commentato, “ma in questo caso purtroppo non è stato così”. La violazione delle regole sulla concorrenza parte dal recepimento della direttiva UE sul diritto d’autore, che ha introdotto i diritti connessi per le agenzie e gli editori. Dal 2019 questi possono chiedere un risarcimento per il riutilizzo dei loro contenuti da parte di piattaforme online come Google e Facebook. Nel luglio dello stesso anno la Francia è stata il primo Paese membro a recepire la direttiva e lo scorso anno l’Autorità per la concorrenza aveva esortato Google a concludere accordi di licenza conformi sia alla legislazione francese sia alla normativa europea.

Il quadro collettivo per la negoziazione della remunerazione sui contenuti online è stato concordato nel gennaio di quest’anno, ma continuano a essere stipulati bilateralmente accordi bilaterali tra il gigante della tecnologia e gli editori. La presidente de Silva ha spiegato che Google non ha rispettato la sentenza del 2020, dal momento in cui “imponeva che le discussioni si svolgessero necessariamente nell’ambito di una nuova partnership”. Inoltre, l’azienda di Mountain View è stata accusata di aver escluso dalla discussione riviste e contenuti delle agenzie di stampa come le immagini, “sebbene siano indiscutibilmente interessate dalla nuova legge e implichino ricavi significativi per Google”.

Secondo l’autorità di controllo francese il comportamento della Big Tech “è una strategia deliberata, elaborata e sistematica“. Oltre alla sanzione di mezzo miliardo di euro, è stata aggiunta un’ulteriore multa fino a 900 mila euro per ogni giorno di ritardo, se Google non si conformerà alla sentenza dello scorso anno entro due mesi.

Intanto esultano gli editori europei per la decisione di Parigi. In un comunicato congiunto le associazioni di categoria EMMA ed ENPA sottolineano con soddisfazione che la decisione dell’Autorità per la concorrenza francese  obbliga le piattaforme online a presentare “un’offerta concreta per l’utilizzo dei contenuti” degli editori di stampa. È stata poi riconosciuta la violazione degli “obblighi volti a garantire la neutralità della trattativa nei confronti della visualizzazione di contenuti protetti”, ma anche dei “rapporti economici esistenti da parte di Google tra editori e agenzie di stampa”.

Una decisione “storica”, che per gli editori UE dovrà essere un pungolo per definire attraverso la Legge sui mercati digitali (il Digital Markets Act) un regolamento comunitario rivolto alle piattaforme di gatekeeping dominanti sul mercato, perché “garantiscano l’accesso non discriminatorio” alle pubblicazioni, ma anche un “divieto di auto-preferenza e di indebito impedimento”. Questo dovrà avvenire attraverso un meccanismo normativo vincolante “che obblighi le piattaforme a negoziare con tutti i titolari dei diritti per un equo pagamento” dei contenuti degli editori.

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