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L'Eurozona cresce meglio del previsto e la BCE riduce la potenza del programma anti-pandemico

L'Eurozona cresce meglio del previsto e la BCE riduce la potenza del programma anti-pandemico

Le stime per il PIL reale a fine anno passano da 4,6% al 5%, e questo giustifica acquisti netti di titoli pubblici "moderatamente inferiore rispetto ai due trimestri precedenti". Da Lagarde nuovo invito a vaccinare e vaccinarsi

Bruxelles – Le cose migliorano, l’economia dell’eurozona si sta riprendendo più rapidamente del previsto, e questo giustifica la riduzione della potenza di fuoco dello strumento anti-crisi della BCE. La Banca centrale europea mantiene in vigore il Programma di acquisto pandemico (PEPP), ma ne riduce la portata. Rimane invariato l’intervento per complessivi 1.850 miliardi di euro, così come resta invariato l’orizzonte temporale di marzo 2022, “Il Consiglio direttivo ritiene che condizioni di finanziamento favorevoli possano essere mantenute con un ritmo moderatamente inferiore di acquisti netti di attività nell’ambito del PEPP rispetto ai due trimestri precedenti”. Questa la decisione principale in occasione della prima riunione del board dell’Eurotower dopo la pausa estiva.

La presidente Christine Lagarde spiega che “si sta ricalibrando” quello che rimane “uno strumento d’emergenza”. Nel ridefinire le modalità di  sostegno all’economia reale, “consideriamo il quadro generale, che resta favorevole”, e in cui “vediamo miglioramenti in molti settori“. In particolare “la produzione sta andando alla grande, e pure il mercato del lavoro sta migliorando rapidamente”. Un modo per respingere critiche e accuse che non mancano. In particolare, lamenta il vicepresidente del Parlamento europeo, il pentastellato Fabio Massimo Castaldo, “è assolutamente prematuro per la Banca centrale europea pensare di ricalibrare il programma degli acquisti Pepp”.

La scelta della BCE sembra obbligata. Le nuove proiezioni degli esperti della BCE adesso prevedono una crescita annua del PIL reale dell’Eurozona del 5 per cento nel 2021, del 4,6 per cento nel 2022 e del 2,1 per cento nel 2023. “Rispetto alle proiezioni del personale di giugno, le prospettive sono migliorate per il 2021 (+0,4 punti percentuali, ndr) e sono sostanzialmente invariate per il 2022 e il 2023″, chiarisce Lagarde. Ad ogni modo la Banca centrale non intende chiudere i rubinetti “fino a quando non giudicherà finita la fase di crisi del coronavirus”.

Da Lagarde arriva quindi un nuovo invito a vaccinare e vaccinarsi, perché “la velocità della ripresa continua a dipendere dall’andamento della pandemia e dall’andamento delle vaccinazioni”. Dati e tendenze del resto sono chiari. “Con oltre il 70% degli adulti europei completamente vaccinati, l’economia ha ampiamente riaperto, consentendo ai consumatori di spendere di più e alle aziende di aumentare la produzione”.

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