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Il Parlamento europeo chiede di inserire la violenza di genere tra i reati transnazionali
Credits: European Parliament

Il Parlamento europeo chiede di inserire la violenza di genere tra i reati transnazionali

L'Aula di Strasburgo ha votato una risoluzione per inserire la violenza di genere tra i reati particolarmente gravi a dimensione transfrontaliera. Il voto è il preludio a una futura direttiva sul tema della Commissione. Lega e Fratelli d'Italia votano difformemente dal proprio gruppo e si astengono

Bruxelles – “Aggiungendo la violenza di genere all’elenco dei crimini dell’UE nei trattati, la Commissione avrà la capacità di elaborare una direttiva più comprensiva e ambiziosa in questo settore”.  Con queste parole Diana Riba i Giner, eurodeputata catalana del gruppo dei Verdi, ha presentato il testo contro la violenza di genere che è stato approvato oggi 16 settembre a larga maggioranza dall’aula di Strasburgo, aggiungendo che “questa legislazione non agirebbe solo a livello di prevenzione, sostegno e formazione, in linea con lo spirito della Convenzione di Istanbul, ma sarebbe molto più completa, affrontandone l’aspetto criminale”. Hanno votato a favore 427 deputati, tra cui quelli di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Azione e Isabella Adinolfi di Forza Italia. Lega e Fratelli d’Italia si sono astenute, votando difformemente dai loro gruppi che invece hanno bocciato il testo. Tra gli italiani hanno votato contro solamente Simona Baldassarre della Lega e Massimiliano Salini di Forza Italia, i cui rimanenti deputati si sono astenuti.

La risoluzione richiede di aggiungere la violenza di genere alla lista degli ambiti di criminalità particolarmente gravi che rivestono una dimensione transfrontaliera, come ad esempio terrorismo, traffico di esseri umani e di armi e crimine informatico. Il testo chiede inoltre agli Stati membri di intensificare le misure di prevenzione (anche attraverso un’istruzione più sensibile alla dimensione di genere), di assicurare sostegno, protezione e risarcimento alle vittime e di garantire che gli episodi di violenza di genere siano presi in considerazione nel determinare la custodia dei bambini e i diritti di visita. La risoluzione si pone come base giuridica per una futura direttiva sul tema della Commissione europea, che è specificamente richiesta nel testo. La presidente Ursula Von der Leyen si è impegnata sin dal suo discorso di inaugurazione a rispondere con un progetto legislativo ogni volta che il Parlamento, a maggioranza assoluta dei suoi membri, adotta una risoluzione che richieda una proposta legislativa.

I deputati sottolineano infine come anche negare l’assistenza a un aborto sicuro e legale sia una forma di violenza di genere e l’esacerbarsi della situazione durante il periodo della pandemia. Gli ultimi dati mostrano come circa 50 donne ogni settimana rimangano uccise in episodi di violenza domestica nel territorio dell’Unione.

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