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Ferreira: "La ripresa post-pandemica può avvenire solo con la collaborazione delle regioni"

La commissaria per la Coesione responsabilizza i territori e invita i governi centrali a coinvolgerli: "Si sono dimostrati indispensabili nell'emergenza, ora insieme per uscire dalla crisi". L'Emilia-Romagna usa i fondi per ripopolare i borghi montani, anche grazie allo smart-working

Bruxelles – “La pandemia ha mostrato a tutti l’importanza delle regioni. Sarà solo grazie alla loro collaborazione che potremo trasformare i piani Next Generation EU e React EU in un successo”. Elisa Ferreira, commissaria europea per la Coesione e le Riforme, tiene a responsabilizzare i territori e torna a richiamare l’attenzione sul ruolo che gli enti locali possono ricoprire per una ripartenza vera. Lo fa intervenendo alla conferenza “La ripresa dell’Europa: il ruolo delle Regioni”, organizzata da Emilia-Romagna, Nuova Aquitania (Francia), Assia (Germania) e Wielkopolska (Polonia), che hanno una partnership sin dal 2003.

Oltre ad aver ricordato il ruolo in prima linea delle regioni nel contrasto al COVID-19, Ferreira ha rivendicato come le politiche di flessibilità e coesione della Commissione europea abbiano fornito a queste oltre 20 miliardi di euro, utilizzati per le spese sanitarie d’emergenza ma anche per il sostegno digitale durante il difficile periodo della didattica a distanza. L’arrivo di nuovi fondi legati alla storica mutualizzazione del debito, sottolinea Ferreira, dà alle regioni la grande opportunità di mettersi in luce attraverso la loro spesa. In quanto enti più vicino al cittadino, esse avranno la responsabilità di convogliarli in modo equo sull’intero territorio. La crisi pandemica può così essere trasformata in un’opportunità per i centri rurali: con l’introduzione dello smart-working, questi potranno essere ripopolati, decongestionando le grandi città in una situazione win-win.

Sulla stessa linea d’onda la vicepresidente dell’Emilia-Romagna Elly Schlein, che ha ricordato come per i 10 milioni di euro stanziati per favorire il ripopolamento dei borghi montani ci sia stata una richiesta per 60. “C’è il potenziale per ripopolare un’area fino ad ora dimenticata”, commenta la Vicepresidente, che rivendica: “La nostra strategia di spesa dei fondi europei è stata interamente concordata con la comunità regionale, quindi con i comuni ma anche le università e la società civile. Si chiama Patto per il Lavoro e Clima, un piano con una visione integrata tra green e digitale che ha l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno”.

Anche i rappresentati delle altre regioni hanno esposto le proprie strategie, con la ministra per gli Affari Federali ed Europei dell’Assia Lucia Puttrich che ha ricordato come la struttura federale dello Stato tedesco dia al suo Land maggiore autonomia nella spesa dei fondi, specialmente nel campo dell’educazione. Al contrario, il presidente della Wielkopolska Marek Wozniak e la vicepresidente della Nuova Aquitania Isabelle Boudineau (ma anche la stessa Schlein) lamentano criticità nel rapporto con i rispettivi governi centrali per la gestione dei fondi europei. Il polacco, esponente del partito europeista Piattaforma Civica, ha richiesto che l’UE non negozi sui diritti fondamentali in Polonia, su questo rassicurato dalla commissaria Ferreira. Wozniak ha infine spiegato come la sua regione utilizzerà i fondi europei per superare l’utilizzo del carbone (oggi ancora principale fonte di energia della Polonia) entro il 2030, attutendo gli impatti occupazionali con il fondo di equa transizione.