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Parlamento europeo: si dimette il capogruppo di Renew Europe, corsa alla successione

Parlamento europeo: si dimette il capogruppo di Renew Europe, corsa alla successione

Dacian Ciolos si è dimesso per guidare il suo partito in Romania. Corsa alla successione tra il partito di Macron, spalleggiato da italiani e spagnoli, e i partiti "frugali" tedeschi e olandesi. A breve la decisione

Bruxelles – Il capogruppo del gruppo centrista Renew Europe al Parlamento europeo Dacian Ciolos si è ufficialmente dimesso dalla carica. La scelta è dovuta alla sua elezione a presidente del partito UPS-Plus, cui l’eurodeputato rumeno, che è stato anche primo ministro nel suo Paese, intende dedicare tutte le sue energie. Con il suo passo indietro si apre la corsa alla successione, e con essa tornano in discussione i delicati equilibri di rappresentanza tra Paesi.

Renew Europe è il gruppo che racchiude centristi e liberali al Parlamento europeo. La delegazione numericamente più importante è quella francese che fa riferimento a La République en Marche (LREM), il partito del presidente Emmanuel Macron, con 23 deputati. A grande distanza, seguono la delegazione spagnola con 9 eletti, quella rumena con 8 e quelle tedesca e olandese con 7. Queste due ultime delegazioni, che comprendono il partito VVD del primo ministro olandese Mark Rutte e il partito liberale tedesco FDP, sono piuttosto rigide sui temi economici. Come negli altri gruppi europei, anche in Renew Europe esiste un dualismo tra Paesi “frugali” e Paesi più propensi ad un approccio solidaristico in tema di bilancio, come LREM, i due deputati di Italia Viva e le delegazioni spagnola e rumena.

Dopo le dimissioni di Ciolos, i frugali richiedono la carica di capogruppo, visto anche che tutte e tre le commissioni parlamentari a guida Renew Europe sono affidate a francesi. Per la carica, circolano i nomi di due deputati olandesi: Sophia in ‘t Veld dei liberal-progressisti di D66 e Malik Azmani del partito di Rutte. A Parigi, LREM si interroga se provare a far eleggere capogruppo uno dei suoi (si parla dell’eurodeputato Stéphane Sejourné o dell’ex ministra Nathalie Loiseau), con il rischio di ritrovarsi però quasi costretti a cedere la presidenza di una delle tre importanti commissioni che presiedono: ambiente e sanità pubblica, difesa e pesca. Quest’ultima in particolare è strategica per la Francia, per via delle sue schermaglie sul tema con il Regno Unito. La decisione per il nuovo capogruppo è attesa “il prima possibile”: già oggi Ciolos è a Strasburgo per concordare un calendario per la sua successione.

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