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Caro-energia, Gentiloni mette le mani avanti:

Caro-energia, Gentiloni mette le mani avanti: "Non ci saranno rivoluzioni"

Di fronte all'impennata dei listini risposte spalmate tra ottobre e dicembre. Il commissario per l'Economia: "Troveremo delle soluzioni, se possibile originali". Ma il sistema ETS di compravendita delle emissioni di CO2 non sarà stravolto

Bruxelles – Di fronte al caro-energia e all’impennata dei prezzi in bolletta, la Commissione europea farà quello che può. Che però è poco, e quindi inutile cullare illusioni. Paolo Gentiloni frena gli entusiasmi e riporta tutti coi piedi per terra. Il commissario per l’Economia ricorda che il tema è complesso e va affrontato per bene, viste anche le proposte messe sul tavolo dagli Stati membri.

“Nel dibattito diversi ministri si sono susseguiti su appalti comuni e iniziative sullo stoccaggio dell’energia“, spiega nella conferenza stampa che segue la fine dei lavori del consiglio ECOFIN. “Si tratta di processi che richiedono soluzioni che non sono né facili, né tradizionali. Quindi il vaglio va fatto in maniera meticolosa e richiede del tempo”.

Morale: risposte al problema del caro-energia saranno spalmate da qui a fine anno. C’è il dibattito in corso tra Stati membri, su una questione che non coinvolge i soli ministri dell’Economia e delle Finanze. Lo stesso file dovrà essere discusso anche a livello di leader. Per queste ragioni alle varie delegazioni riunite a Lussemburgo per Eurogruppo ed Ecofin “ho presentato la possibilità che alcune di queste proposte possano arrivare nella comunicazione di metà ottobre, prima del Consiglio europeo” del 21 e 22 del mese, “e altre nel pacchetto sull’energia che e’ nel nostro programma per dicembre”.

Il componente italiano del team von der Leyen assicura che a Bruxelles si farà di tutto quello che si potrà. “Troveremo delle soluzioni, se possibile originali, per affrontare i problemi che abbiamo nei prezzi dell’elettricità. Ma non credo che ci sarà una rivoluzione del nostro sistema ETS”, il mercato delle quote dei diritti di emissione di CO2.

L’esecutivo comunitario dunque produrrà nei prossimi giorni un contributo al dibattito destinato a continuare. Non è tempo di azioni di ampio respiro, considerando che tra gli Stati membri non c’è ancora una consenso  a tal proposito.

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