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Romania, a Ciolos l'incarico per il nuovo governo. Ma la strada è in salita

Romania, a Ciolos l'incarico per il nuovo governo. Ma la strada è in salita

L'ex capogruppo di Renew Europe proverà a formare un governo, ma sembra probabile che la Romania tornerà presto a elezioni anticipate

Bruxelles – Con una mossa a sorpresa, il presidente della Romania Klaus Iohannis ha incaricato il leader del partito centrista USR Dacian Ciolos di provare a formare il nuovo governo. L’esecutivo precedente, guidato dal leader del Partito Nazionale Liberale (PNL) Florin Citu, era stato sfiduciato lo scorso 5 ottobre dallo stesso USR, che ha votato insieme alle opposizioni.

Il compito di Ciolos, che si è da poco dimesso dalla carica di capogruppo del gruppo Renew Europe al Parlamento europeo, non sarà semplice. Ufficialmente, intende provare a formare il governo con la stessa coalizione dell’esecutivo precedente, che oltre al PNL include i rappresentanti della minoranza ungherese di UDMR. Tuttavia, il partito di Citu non sembra intenzionato a supportare chi ha sfiduciato il proprio leader. Potenzialmente ci sarebbero i numeri per fare un governo con l’opposizione socialista, che punta però a capitalizzare il seguito attribuitogli dai sondaggi e preferisce andare a elezioni anticipate. Inoltre, tra i due partiti ci sono importanti distanze ideologiche e lo stesso Ciolos pare non intenda cercarne il supporto. L’ex capogruppo di Renew Europe è già stato primo Ministro tra il 2015 e il 2017, ma all’epoca era un indipendente con un passato autorevole da commissario europeo, mentre oggi è “solamente” il capo della terza forza politica del parlamento di Bucarest.

La strada è dunque stretta. Per la costituzione romena, Ciolos ha ora dieci giorni di tempo per ottenere una maggioranza in Parlamento. Se ciò non dovesse avvenire, il Presidente è obbligato a incaricare un’altra figura prima di poter convocare le elezioni anticipate. È probabile che in caso di fallimento di Ciolos Iohannis provi a fare un altro tentativo con Citu. Il presidente ha esplicitamente criticato la scelta dell’ex capogruppo di Renew Europe di far cadere il governo e, prima di diventare capo dello Stato nel 2014, era il leader del PNL. Se, come appare probabile, anche l’ultimo tentativo dovesse fallire, la strada maestra sarebbe quella delle urne.

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