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    Home » Net & Tech » Il Parlamento UE chiede lo stop ai sovrapprezzi quando si telefona da uno Stato membro all’altro

    Il Parlamento UE chiede lo stop ai sovrapprezzi quando si telefona da uno Stato membro all’altro

    Via libera dalla commissione ITRE al roaming dati gratuito per altri 10 anni e alle chiamate senza costi aggiuntivi dentro i confini dell'Unione. Attesa la discussione nella sessione plenaria del 18-21 ottobre

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    14 Ottobre 2021
    in Net & Tech
    roaming dati ue

    Bruxelles – Usare lo smartphone ovunque sul territorio dell’Unione Europea, proprio come a casa propria. Dopo il roaming dati gratuito, si inizia a ragionare sull’eliminazione dei sovrapprezzi per telefonare da un Paese membro UE all’altro. La proposta arriva dalla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) del Parlamento Europeo, che oggi (giovedì 14 ottobre) ha votato a favore sia per estendere per altri 10 anni il roaming dati gratuito, sia per mettere fine ai costi aggiuntivi in cui incorrono i cittadini comunitari quando chiamano un numero con un prefisso telefonico diverso dal proprio.

    Con 67 voti a favore, nessun contrario e 7 astensioni, gli eurodeputati hanno sottolineato che i viaggiatori europei dovrebbero accedere ovunque nell’Unione alla stessa esperienza digitale che vivono quotidianamente a casa. In primo luogo, è stato dato il via libera al nuovo regolamento sul roaming dati proposto dalla Commissione UE nel febbraio di quest’anno. Entrata in vigore il 15 giugno del 2017, l’abolizione del roaming a pagamento (che permette di utilizzare la propria rete mobile anche all’estero con la stessa tariffa) dovrebbe scadere nel giugno del 2022. Gli eurodeputati vogliono anche vietare le pratiche commerciali che riducono la qualità dei servizi roaming in un Paese diverso da quello di origine, come per esempio passare da una connessione 4G a una 3G.

    “Il sistema di roaming a tariffe nazionali dimostra come tutti noi beneficiamo direttamente del Mercato Unico“, ha sottolineato la relatrice Angelika Winzig (PPE). È per questo motivo che, dopo il periodo di prova di cinque anni, è necessario “apportare miglioramenti significativi”, che agevoleranno cittadini e imprese “senza influire negativamente sugli operatori di rete mobile”, ha assicurato l’eurodeputata austriaca: “Con questo regolamento stiamo facendo un altro passo importante verso un vero Mercato Unico Digitale europeo“. Prima di entrare in vigore, le nuove regole dovranno essere concordate tra il Parlamento e il Consiglio dell’UE, che ha già adottato il suo mandato di negoziazione lo scorso 16 giugno. Gli eurodeputati faranno lo stesso durante la prossima sessione plenaria, in programma tra il 18 e il 21 ottobre.

    Ma c’è di più. La commissione ITRE ha avanzato anche la proposta di includere le chiamate nel nuovo regolamento. A oggi, se con un numero italiano si vuole telefonare a uno di un altro Stato membro UE (che sia francese, tedesco, spagnolo…), è previsto un sovrapprezzo non superiore a 19 centesimi al minuto, secondo quanto stabilito dalle istituzioni europee nel maggio del 2019. “Gli utenti pagherebbero solo i costi aggiuntivi oggettivamente giustificati dal fornitore”, si legge nella nota degli eurodeputati, mentre tutti gli altri sovrapprezzi sarebbero eliminati, proprio come accade con il roaming dati. Inoltre, dovrebbe essere fornito gratuitamente l’accesso ai servizi di emergenza (inclusi quelli riservati alle persone con disabilità), sia come chiamata sia come invio di SMS.

    Tags: commissione europeacosti telefonateparlamento europeoroaming datitelefonia mobile

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