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L'UE usa la UEFA per una campagna sul clima, ma piovono critiche sull'ambientalismo di facciata

L'UE usa la UEFA per una campagna sul clima, ma piovono critiche sull'ambientalismo di facciata

Da stasera nelle pause pubblicitarie delle partite di Champions League passerà lo spot coi campioni del calcio, da Buffon a Figo, per incoraggiare i cittadini a comportamenti individuali più responsabili per l'ambiente. Contro Bruxelles le accuse di greenwashing del mondo ambientalista

Bruxelles – Cosa c’è di meglio del calcio per convincere i cittadini europei che “ogni gesto conta” quando si parla di lotta ai cambiamenti climatici? Nulla. E lo sa bene la Commissione Europea che è decisa a usare la popolarità dello sport più diffuso e amato al mondo per i propri fini ambientali.

L’esecutivo UE ha lanciato ieri (18 ottobre) la campagna di sensibilizzazione #EveryTrickCounts in collaborazione con la UEFA, l’Unione Europea delle Federazioni Calcistiche Europee, per affrontare il cambiamento climatico e diffondere l’impegno per il Green Deal. Si tratta di un video con diversi calciatori famosi, tra cui anche Gianluigi Buffon, che mettono a segno trucchi per risparmiare energia, come spegnere gli interruttori della luce, abbassare il termostato o chiudere il frigo con un tiro di pallone. Piccoli gesti che fanno la differenza nel quotidiano quando si parla di crisi climatica.

A partire da stasera il video sarà trasmesso in 57 Paesi nelle pause pubblicitarie TV durante le partite di Champions League e altre importanti competizioni: Bruxelles con questo spot punta a raggiungere un pubblico fino a 40 milioni di persone a partita, ha detto ieri un portavoce della Commissione.

https://twitter.com/vonderleyen/status/1449998255719321603?s=20

Nello spot si vedono Buffon, il calciatore portoghese Luís Figo, e il duo francese Delphine ed Estelle Cascarino che usano le loro abilità sportive contro il cambiamento climatico. L’idea è quella di mostrare come semplici cambiamenti nella nostra vita quotidiana possono fare una grande differenza nella protezione dell’ambiente. “Il calcio unisce il nostro continente e il nostro pianeta. Per continuare a goderci il nostro gioco preferito, dobbiamo vincere la lotta contro il cambiamento climatico, come squadra”, ha sintetizzato il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans, responsabile per il Green Deal.

La causa è giusta e l’intento della Commissione è cristallino: arrivare a un pubblico molto più ampio di quello attuale sulle tematiche ambientali e sfruttare la popolarità dei calciatori famosi come modello corretto di comportamento. Non è la prima volta e non sarà l’ultima che i governi usano la popolarità di personaggi amati per mandare messaggi sociali, solo di recente anche in Italia si è usato il tema dello sport e i volti delle Olimpiadi per una campagna di sensibilizzazione per la vaccinazione contro il Coronavirus.

Ma se anche l’intento è positivo, non sono mancate critiche nei confronti della decisione di Bruxelles di mettersi in partnership con la UEFA, con cui in realtà collabora dal 2007. La realizzazione del video è costata all’UE circa 700mila euro attraverso il “budget per le campagne di comunicazione della Commissione europea”, ha precisato il portavoce Tim McPhie sollecitato al briefing dai giornalisti. La campagna durerà tre anni e la UEFA non chiederà ulteriori costi aggiuntivi per il passaggio dello spot nelle pubblicità.

Il punto delle critiche non sono neanche tanto i soldi, quanto la UEFA in sé per i suoi legami economici con l’industria petrolifera e del gas, con alcune società che sulle emissioni di CO2 ci fanno business come la russa Gazprom o la tedesca Volkswagen a fargli da partner o da sponsor. Per la Commissione il conflitto non esiste: “Perché Bruxelles non dovrebbe cercare di raggiungere gli appassionati di calcio per via di chi sono gli altri sponsor? Sicuramente più persone ricevono il messaggio sull’azione per il clima, meglio è.”, il portavoce McPhie ha risposto così alle critiche mosse dalla giornalista del Financial Times Mehreen Khan.

Ironicamente questa mattina Greenpeace ha commentato che “ogni possibilità di usare un tiro al pallone per colpire un grande interruttore che dice: ‘Ferma l’UE e i governi europei che useranno 112 miliardi di euro per sovvenzionare i combustibili fossili ogni anno’ potrebbe essere più efficace che abbassare il termostato o chiudere il frigorifero”. Il riferimento è al fatto che gli stessi governi europei stanno continuando in parte a finanziare la produzione e il consumo di combustibili fossili, che la ONG stime per 112 miliardi di euro nonostante l’impegno a eliminare gradualmente i sussidi dannosi entro il 2020. “Dovreste spegnere MOLTE lampade con un pallone da calcio”, commentano.

“Se l’impegno della UEFA per aumentare la consapevolezza dell’emergenza climatica utilizzando la portata globale del calcio è sincero, è difficile vedere come questo possa essere conciliato con la sponsorizzazione di uno dei più grandi emettitori di CO2 della storia”, ha commentato InfluenceMap, altra ONG verde per il clima. “Se ogni gesto conta, allora la UEFA dovrebbe probabilmente rivedere la sua decisione di collaborare con Gazprom”. Il rischio, secondo chi critica Bruxelles, è che il fine stesso della campagna di sensibilizzazione, per quanto corretto, sia minato. 

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