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Clima, l'Eurocamera chiede di rafforzare le ambizioni globali per una COP26 di successo

Clima, l'Eurocamera chiede di rafforzare le ambizioni globali per una COP26 di successo

Una delegazione di eurodeputati sarà presente alla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite, in programma dal 31 ottobre al 12 novembre a Glasgow (Scozia)

Bruxelles – Alzare l’ambizione sul clima e rimuovere gradualmente entro il 2025 i sussidi, diretti e indiretti, ai combustibili fossili. Il Parlamento europeo si prepara alla prossima Conferenza sul clima delle Nazioni Unite di Glasgow, la COP26 che si terrà in Scozia dal 31 ottobre al 12 novembre e oggi (21 ottobre) ha adottato la sua posizione con 527 voti favorevoli, 134 voti contrari e 35 astensioni chiedendo di accelerare con l’ambizione globale sul clima e all’UE di farsi leader della lotta internazionale ai cambiamenti climatici. Una delegazione del Parlamento guidata dal presidente della commissione Ambiente Pascal Canfin sarà a Glasgow dall’8 al 13 novembre.

Gli eurodeputati prendono atto del fatto che gli impegni sottoscritti ormai sei anni fa nell’accordo sul clima di Parigi sono poco ambiziosi e vanno aggiornati, perché ad oggi non consentono di rimanere sotto la soglia dei 1,5° C indicata per limitare gli effetti del cambiamento climatico. Per accelerare il ritmo dell’azione per il clima, i deputati chiedono nella risoluzione che l’UE sostituisca l’attuale piano decennale con un periodo di cinque anni per tutti i paesi in cui aggiornare i propri impegni per il clima e di porre fine ai sussidi diretti e indiretti ai combustibili fossili entro il 2025, invitando anche tutti gli altri ad adottare misure simili.

L’appuntamento internazionale a Glasgow, quest’anno, è particolarmente importante: si capirà se gli impegni politici dei governi mondiali saranno sostenuti anche da piani d’azione in grado di metterli in atto. Ogni cinque anni è previsto che i firmatari del Patto di Parigi – sottoscritto anche dall’Unione Europea nel 2015 – presentino i loro contributi determinati a livello nazionale (gli indicatori NDC) aggiornati, in altre parole i loro piani d’azione per il clima e le strategie da mettere in atto per incontrare gli obiettivi fissati di volta in volta. Avrebbero dovuto farlo entro il 2020, ma la pandemia ha costretto le Nazioni Unite a posticipare la COP26 che si terrà, invece, quest’anno, ospitata dal premier britannico Boris Johnson e organizzato in collaborazione con l’Italia in quanto presidente di turno del G20.

Un accordo ambizioso sul clima, secondo il Parlamento, dovrebbe arrivare in primis proprio nel quadro del G2o, che riunisce le 20 più grandi economie al mondo e anche quelle più inquinanti dal punto di vista delle emissioni. Da lì dovrebbe arrivare un primo impegno a raggiungere la neutralità climatica al più tardi entro il 2050, come stabilito dall’UE nella sua legge sul clima. Infine, il testo di risoluzione sostiene la promessa fatta da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, di raccogliere insieme agli altri Paesi sviluppati almeno 100 miliardi di dollari all’anno in finanziamenti per il clima per i Paesi in via di sviluppo, per aiutarli con la transizione.

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