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Il 39 per cento dei dipendenti del Parlamento europeo è contrario all'obbligo di COVID pass
Uno scorcio della sede del Parlamento europeo a Bruxelles

Il 39 per cento dei dipendenti del Parlamento europeo è contrario all'obbligo di COVID pass

L'obbligo scatterà a partire dal 1 novembre. Tuttavia, un'ampia parte dei dipendenti è critica, e in ogni caso vuole che abbia una durata limitata e che porti all'abolizione delle altre misure anti-contagio. Intanto la situazione sanitaria in Belgio peggiora

Bruxelles – A partire dal 1 novembre, sarà necessario esibire il green pass anche per entrare nel Parlamento europeo. Tuttavia, molti dipendenti dell’istituzione non sembrano a proprio agio con la decisione, che segue quella introdurre il pass per i luoghi al chiuso nella capitale belga, in vigore dallo scorso 15 ottobre.

Secondo un sondaggio del sindacato indipendente FFPE, che ha intervistato 3.624 dei circa 8.000 dipendenti del Parlamento, solo il 58,6 per cento è a favore dell’introduzione dell’obbligo di COVID pass, con il 39 contrario e il 2,4 che risponde “non so”. Il 21 per cento poi, ritiene che alcune categorie dovrebbero essere esentate. La maggioranza relativa dei rispondenti (il 37 per cento), auspica inoltre che la misura abbia una durata massima di tre mesi, mentre il 45 sostiene che l’introduzione debba portare all’abbandono delle altre misure sanitarie, come l’obbligo di mascherina e del distanziamento sociale.

Risposte forse inaspettate per un Parlamento che predica prudenza, dal momento che la pandemia non è finita. In Belgio, il ministro della Salute Frank Vandenbroucke ha dichiarato ieri 20 ottobre che il Paese è all’inizio di una quarta ondata e di aspettarsi un netto aumento dei casi di COVID nei prossimi giorni.

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