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Rifiuti, UE verso limiti più stringenti sugli inquinanti organici persistenti

Rifiuti, UE verso limiti più stringenti sugli inquinanti organici persistenti

La Commissione UE propone norme più rigorose sulla presenza di tre sostanze chimiche nocive in una serie di rifiuti tessili, agricoli o del legno, che andranno smaltiti riducendo al minimo l'impatto ambientale

Bruxelles – Limiti più rigorosi sugli inquinanti organici persistenti (POP) nei rifiuti tessili, agricoli o del legno. La Commissione Europea ha proposto ieri (28 ottobre) di introdurre norme più stringenti sulla presenza di tre sostanze chimiche più nocive in alcune tipologie di rifiuti: si tratta dell’acido perfluoroottanoico e dei suoi sali (i composti correlati) presenti in genere nei tessili impermeabili e nelle schiume antincendio; il dicofol, pesticida utilizzato in passato in agricoltura; e infine il pentaclorofenol e i suoi sali presenti nel legno e nei tessili trattati.

I cosiddetti ‘POP’ sono inquinanti organici persistenti (Persistent Organic Pollutants), ovvero sostanze chimiche con proprietà tossiche che rimangono nell’ambiente molto a lungo, si accumulano nelle catene alimentari e possono danneggiare la salute umana e l’ambiente. Hanno la capacità di “spostarsi” attraverso l’aria e l’acqua e quindi si accumulano in posti dove non sono mai stati utilizzati o prodotti. Salvo rari casi, questi inquinanti non vengono più utilizzati in nuovi prodotti, ma ancora si trovano nei rifiuti di plastica, legno, carta e quando i materiali di scarto vengono riciclati rientrano nell’economia dei prodotti.

La proposta della Commissione modifica gli allegati del regolamento relativo agli inquinanti organici persistenti, nella parte su come i rifiuti devono essere trattati e smaltiti: necessario ridurre al minimo le emissioni di inquinanti organici persistenti nell’aria, nell’acqua e nel suolo e quando si smaltiscono i rifiuti contenenti sostanze POP sopra determinati limiti di concentrazione, gli inquinanti organici persistenti devono essere distrutti o “irreversibilmente trasformati”. Produttori e gestori dei rifiuti dovranno garantire che gli scarti siano trattati tenendo conto dei nuovi limiti, anche quando questo comporta costi aggiuntivi in ​​termini di monitoraggio e trattamento. “Stiamo compiendo un ulteriore passo avanti verso il compimento della nostra promessa di efficacia gli inquinanti più nocivi dalla nostra vita quotidiana”, ha detto il commissario per l’ambiente, Virginijus Sinkevičius. “Eliminare le sostanze chimiche persistenti presenti nei rifiuti è essenziale per proteggere la salute umana e l’ambiente”.