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Aiuti di Stato, UE estende fino al 30 giugno 2022 il regime agevolato

Aiuti di Stato, UE estende fino al 30 giugno 2022 il regime agevolato

L'obiettivo è rilanciare la ripresa. Vestager: "Questa limitata proroga consentirà un'abolizione graduale e coordinata delle misure di crisi, senza creare effetti precipitosi". Concessi ai governi nuovi strumenti anti-fallimento e incentivi per accelerare le transizioni verde e digitale

Bruxelles – Le regole su aiuti di Stato e concorrenza resteranno sospese per un altro semestre supplementare, fino al 30 giugno 2022. La Commissione europea, per stimolare ancora l’economia e la sua ripresa dopo la pandemia di COVID-19, ha deciso di allargare le maglie e concedere un regime preferenziale generalizzato (prima decisione a marzo 2020, poi modificata successivamente e rivista in più occasioni). La flessibilità sugli aiuti di Stato sarebbe valsa fino alla fine del 2021, ma l’esecutivo comunitario ha deciso di continuare con il regime agevolato. Si continua con l’intervento pubblico.

Dall’inizio della pandemia, il quadro temporaneo degli aiuti di Stato ha consentito agli Stati membri di fornire aiuti mirati e proporzionati alle imprese in difficoltà”, ricorda Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva responsabile per la Concorrenza. Con la decisione di continuare con la stessa politica, “questa limitata estensione consentirà un’abolizione graduale e coordinata delle misure di crisi, senza creare effetti precipitosi”.

La Commissione teme che ritirare troppo presto il sostegno pubblico possa compromettere la ripresa, e quindi sceglie la strada della prudenza. Si concede agli Stati membri la possibilità di di estendere i propri regimi di aiuto, se necessario, fino al 30 giugno 2022 e di garantire che le imprese ancora colpite dalla crisi non siano improvvisamente private del sostegno necessario. Ma non finisci qui.

Oltre all’estensione delle regole preferenziali, agli Stati si riconosce la possibilità di “creare incentivi per incoraggiare le imprese a investire” dove richiesto da Green Deal e meccanismo per la ripresa così da “accelerare le transizioni ecologiche e digitali”. Si tratta di una misura accessibile agli Stati membri fino al 31 dicembre 2022.

Fino al 31 dicembre 2023, poi, i governi possono agire per evitare i fallimenti d’impresa. Possono fornire garanzie agli intermediari privati, creando così incentivi per investire nelle tipologie di società interessate e rendendo più facile per queste società l’accesso a finanziamenti azionari, che spesso trovano difficile attrarre individualmente.

“Abbiamo introdotto due nuovi strumenti per sostenere ulteriormente la ripresa e rilanciare l’economia e attrarre investimenti privati ​​per una ripresa più rapida, più verde e più digitale”, spiega ancora Vestager, che lascia intendere che il team von der Leyen è pronto a intervenire ancora, se il caso lo richiederà. “Continueremo a monitorare da vicino l’aumento delle infezioni da COVID-19 e altri rischi per la ripresa economica”.

Soddisfatto il vicepresidente del Parlamento europeo, Fabio Massimo Castaldo. “La proroga fino al 30 giugno 2022 del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato è un’ottima notizia, perché consentirà al nostro Paese di continuare a concedere garanzie e ad assicurare liquidità alle piccole e medie imprese in un momento contrassegnato ancora da grande incertezza”.

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