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Il Parlamento UE vuole una legislazione armonizzata e sanzioni contro la violenza online basata sul genere

Il Parlamento UE vuole una legislazione armonizzata e sanzioni contro la violenza online basata sul genere

Gli eurodeputati delle commissione LIBE e FEMM hanno approvato il progetto di relazione per spingere la Commissione a proporre una direttiva contro la cyberviolenza sulle donne. A dicembre il voto in plenaria

Bruxelles – Nel vuoto di un quadro giuridico UE che ancora non affronta la questione della violenza online basata sul genere, il Parlamento Europeo batte un colpo e chiede un’azione più decisa da parte della Commissione. Oggi (martedì 30 novembre) gli eurodeputati delle commissioni per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) e per i Diritti della donna e l’uguaglianza di genere (FEMM) hanno approvato con 76 voti a favore, 8 contrari e 8 astensioni il progetto di relazione di iniziativa legislativa a firma Sylwia Spurek (Verdi/ALE) ed Eliza Vozemberg-Vrionidi (PPE).

Nonostante l’aumento dei casi di violenza online causato dalla pandemia COVID-19, le due commissioni hanno messo in evidenza che nell’UE mancano ancora meccanismi efficaci di protezione e sostegno per le vittime. Per questo motivo la Commissione Europea è stata invitata a presentare la proposta di una legislazione ad hoc, che affronti la violenza di genere offline e online “come sfaccettature dello stesso problema”.

Il progetto di relazione sarà sottoposto ora al voto della sessione plenaria del Parlamento UE, in programma a Strasburgo tra il 13 e il 16 dicembre. La proposta di legge dell’esecutivo comunitario, invece, è attesa entro la fine dell’anno, come promesso dalla commissaria europea per l’Uguaglianza, Helena Dalli, a giugno davanti alla plenaria dell’Eurocamera e ribadito il 25 novembre, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Le relatrici Spurek e Vozemberg-Vrionidi hanno sottolineato “l’effetto agghiacciante” della cyberviolenza che si riversa nel mondo reale e che porta le vittime a non denunciare per paura di conseguenze fisiche. “Tutti i tipi di discriminazione vengono esacerbati online e si intersecano”, sottolineano le eurodeputate, con conseguenze “più estreme per le persone vulnerabili, come donne migranti, LGBTIQ+, delle minoranze e adolescenti”.

Attraverso una direttiva, sarà necessario stabilire una definizione comune di diritto penale della violenza di genere online, per armonizzare le sanzioni contro i trasgressori, e includere misure per sostenere azioni preventive e di protezione delle vittime da parte degli Stati membri. Le varie forme di cyberviolenza includono molestie e stalking informatico, violazione della privacy, registrazione e condivisione di immagini di aggressioni sessuali, discorsi di odio sessista, accesso illegale a messaggi o account di social media e traffico di esseri umani.

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