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    Home » Green Economy » Investimenti ‘verdi’, slitta al 21 gennaio il parere degli “esperti” su gas e nucleare nella tassonomia

    Investimenti ‘verdi’, slitta al 21 gennaio il parere degli “esperti” su gas e nucleare nella tassonomia

    Alla piattaforma di finanza sostenibile serve più tempo per commentare l'atto delegato del sistema di classificazione delle attività sostenibili, trasmesso dalla Commissione agli Stati solo il 31 dicembre. Visti i tempi stretti, gli esperti forniranno commenti individuali sul regolamento e non un parere congiunto

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    10 Gennaio 2022
    in Green Economy, Politica
    la centrale nucleare di Grohnde, in Germania. La Germania valuta l'astensione sulle nuove regole UE in materia [foto: Wikimedia]

    Bruxelles – Cambiano le modalità e slittano i tempi. Il parere della piattaforma di finanza sostenibile sull’atto delegato della tassonomia europea non arriverà prima del 21 gennaio, mentre era atteso il 12 di questo mese. A confermarlo oggi (10 gennaio) durante il quotidiano briefing con la stampa è il capo portavoce dell’Esecutivo, Eric Mamer, rispondendo a una domanda sulla questione. “Confermiamo che la data” entro cui ricevere i commenti sull’atto delegato “è stata posticipata” al 21 gennaio. La ragione è che “vogliamo dare più tempo alla piattaforma per fornire il parere, siamo solo all’inizio dell’anno e ci sono state le feste di mezzo”.

    La piattaforma è composta da esperti dei Ventisette Stati membri, che hanno ricevuto la bozza di atto delegato solo nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio. A lungo discusso e rimandato, l’atto delegato in questione andrà a definire in che modo e a quali condizioni l’UE intende etichettare il gas e l’energia nucleare tra le attività utili alla transizione ecologica. Inizialmente era stato fissato il 12 gennaio come termine ultimo per esprimere commenti prima che venga presa una decisione finale dalla Commissione e trasmesso il regolamento ai due co-legislatori, Parlamento e Consiglio, per l’approvazione finale.

    Dodici giorni di tempo, con le feste di Natale in mezzo, per decidere le sorti di una delle questioni più divisive che l’UE si è trovata ad affrontare negli ultimi tempi: uno slittamento delle scadenze era scontato per la stessa Commissione Europea, sotto forti pressioni della politica e dell’industria su questo atto delegato. La scadenza slitta di oltre una settimana, ma cambiano anche le modalità con cui il parere sarà fornito alla Commissione UE, visti i tempi tanto stretti a cui gli “esperti” sono stati costretti. Solitamente, spiega il presidente della piattaforma in un tweet di giovedì 6 gennaio, i contributi vengono forniti alla Commissione attraverso il consenso dell’intera piattaforma, mentre in questo caso specifico il “feedback” sarà fornito attraverso i commenti individuali dei suoi membri per accorciare i tempi, ha spiegato Nathan Fabian.

    The Platform on #SustainableFinanceEU will modify its usual consensus based approach to provide feedback from individual members to @EU_finance by 12th Jan on the #EUTaxonomy draft Complementary Delegated Act. Major points will be highlighted and made public.

    — Nathan Fabian (@nathanafabian) January 6, 2022

    Prosegue quindi la discussione a livello tecnico sulla tassonomia, ma non si placa neppure la polemica politica. La decisione di includere alcune forme di investimenti all’energia atomica – se pure ormai fosse scontato – ha trovato subito l’opposizione di Austria, Germania e Lussemburgo che già da tempo vi si erano formalmente opposti considerandola incompatibile con il principio ‘non causare danni significativi’ (do no significant harm) alla base del regolamento sulla tassonomia dell’UE.

    Berlino già usa toni meno netti e più concilianti, forte della “concessione” di Bruxelles sul gas e ben consapevole che l’opposizione di un gruppo così ristretto di Paesi non porterà a nulla in sede di Consiglio dove servono 20 Stati membri per affossare l’atto delegato. Se è probabile quindi la sola astensione di Berlino, Vienna e Lussemburgo proseguono sulla strada dell’opposizione netta e potrebbero ricorrere ad altri mezzi per far sentire la voce. “Notificheremo alla Commissione la nostra opposizione entro il termine. Se il testo sarà adottato così com’è a gennaio, il Lussemburgo continuerà a opporsi a questa decisione della Commissione in seno al Consiglio”, si legge in una nota del governo lussemburghese. Conferma di star valutando insieme all’Austria anche un ricorso legale contro la Commissione “qualora la decisione dovesse essere adottata così com’è”.

    Tags: austriagasgermanianuclearetassonomia europea

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