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Aperture su aborto, lotta contro

Aperture su aborto, lotta contro "chi vuole distruggere il progetto UE". Le prime parole di Metsola presidente dell'Eurocamera

Nel suo discorso di insediamento, la neo-presidente Metsola ha messo in chiaro del ruolo dell'Eurocamera per la transizione verde e la parità di genere, gli equilibri parlamentari e la necessità di solidarietà contro le minacce esterne

dall’inviato

Strasburgo – Sono rivolte alla memoria del predecessore David Sassoli e alla “tragica morte, il cui peso si farà sentire a lungo in quest’Aula”, le prime parole del discorso d’insediamento della nuova presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola. Davanti alla plenaria di Strasburgo, dopo lunghi abbracci con le sfidanti Alice Kuhnke (Verdi/ALE) Sira Rego (La Sinistra), la numero uno dell’Eurocamera ha spiegato il suo impegno per proseguire l’esperienza politica di Sassoli: “Lo onorerò battendomi sempre per il progetto europeo e per difenderlo da chi vuole distruggerlo, da dentro e da fuori“.

Dentro i confini europei, “dobbiamo combattere la narrativa anti-UE, che si sta diffondendo anche a causa della pandemia COVID-19″, ha sottolineato Metsola. “Ha alimentato l’isolazionismo e il nazionalismo, ma sono illusioni false, che non offrono soluzioni”. Secondo la neo-presidente “il Parlamento UE dovrà continuare a essere una casa per quanti cercano una difesa dei propri diritti e dovrà proteggere chiunque si senta discriminato”. Gli eurodeputati e le eurodeputate dovranno “celebrare le differenze, perché ci rende più forti, unici ed europei”, ha aggiunto, chiamando all’impegno per “riportare l’Europa e i suoi valori in tutti i Paesi e le città“.

Metsola Elezione Presidente Parlamento UE
L’annuncio dell’elezione di Roberta Metsola a presidente del Parlamento Europeo (18 gennaio 2022)

Confrontandosi poi con la stampa di Strasburgo, è stato prolungato lo scambio di domande e risposte sulla questione della posizione controversa sull’aborto. La neo-presidente Metsola non ha negato le sue convinzioni personali, ma ha assicurato a più riprese che “la mia posizione ora è quella della maggioranza del Parlamento Europeo, la promuoverò in ogni occasione”. Se a giugno dello scorso anno si era schierata contro la risoluzione sull’accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva, Metsola ha ricordato che “allora votavo come eurodeputata maltese, ma comunque anche da vicepresidente ho promosso le risoluzioni contro le pratiche anti-aborto in Polonia”. L’ultima parola sulla questione è una dichiarazione di principio: “Questi diritti devono essere protetti al meglio“.

Altra questione è la posizione dell’Aula sulla gestione della migrazione. “È un punto importante, che ha dominato i dibattiti, ma nel 2024 dovremo dimostrare ai cittadini che abbiamo lavorato su uno dei temi più importanti per tutti i Paesi membri”, ha ricordato Metsola. Un compito non facile, considerate anche le avances di Identità e Democrazia – di cui buona parte dei membri ha votato a favore di Metsola – per spostare verso destra gli equilibri parlamentari. “Il cordone sanitario [accordo per escludere la destra sovranista dai vertici delle istituzioni UE, ndr] è un problema tra gruppi politici, posso solo dire che io contrasterò tutti coloro che vogliono distruggere il progetto europeo”, ha spiegato con forza la presidente Metsola.

Per quanto riguarda le priorità tracciate questa mattina nell’arringa pre-voto – lotta al cambiamento climatico e parità di genere – la leader del Parlamento UE ha ricordato che “la promessa di essere il primo continente senza carbonio è un’urgenza e un’opportunità, ma anche una risposta dell’Europa per essere leader nella crescita riducendo le emissioni”. Ambiente ed economia “non possono essere dissociate” e l’Eurocamera “dovrà far capire a tutti che la transizione verde è una priorità comune e del presente”. Sul piano dei diritti delle donne e della rappresentanza femminile, Metsola ha voluto ricordare che il cambiamento parte già all’interno del Parlamento UE: “Deve essere un’istituzione più diversificata e impegnata a proteggere i diritti di tutti e tutte” e soprattutto “non ci dovranno volere altri 20 anni prima che venga eletta di nuovo una donna alla guida” (prima di lei, bisogna tornare indietro a Nicole Fontaine, presidente dal 1999 al 2002).

Infine, sul fronte della difesa dagli attacchi esterni, la presidente Metsola è stata secca nel denunciare le minacce provenienti da est: “Quello che sta succedendo in Ucraina e la situazione in Bielorussia mostrano che l’ambiente esterno è sempre più ostile, ma dobbiamo rimanere fedeli ai nostri principi“, ha messo in chiaro Metsola: “Per i despoti l’Europa è una minaccia già solo perché esiste, ma il Parlamento non permetterà che si indebolisca la solidarietà tra gli Stati membri”. Tra gli applausi dell’Aula, la presidente Metsola ha richiamato tutti a mettersi al lavoro: “L’Europa è tornata, l’Europa è il futuro”.

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