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Pandemia, frenata cinese e inflazione: i tre rischi per la ripresa UE

Pandemia, frenata cinese e inflazione: i tre rischi per la ripresa UE

Per il 2022 crescita media attesa al 4 per cento, ma l'Ecofin invita alla prudenza. Dombrovskis: "E' giunto il momento di attuare i piani nazionali di ripresa tempestivamente e bene"

Bruxelles – Avanti, con ottimismo ma prudenza. Il peggio sembra essere alle spalle, ma alle spalle c’è sempre la possibilità di ricadute. Il messaggio non è nuovo, e il fatto che la questione resti viva è motivo di accortezza. La crescita ritrovata è soggetta ad almeno tre rischi principali, ed è quanto convenuto dai ministri economici dei Ventisette riuniti per la prima sessione di lavori dell’Ecofin del nuovo anno. I motivi per restare all’erta li elenca Bruno Le Maire, ministro delle Finanze francese e presidente di turno.

“La ripresa della pandemia, il rallentamento in Cina che può creare problemi di approvvigionamento in alcuni settori, e l’inflazione e l’aumento dei prezzi trainati dall’impennata del costo dell’energia”. Ecco cosa può rimettere tutto in discussione, proprio mentre l’eurozona sembra procedere col vento in poppa. “Nel 2022 la crescita media sarà attorno al 4 per cento”, sottolinea Le Maire. “La ripresa è la seconda grande vittoria dell’Europa” dopo la difesa dell’economia e dei salari.

Di fronte ai tre rischi con cui il blocco dei Ventisette deve confrontarsi – anche se l’auspicio condiviso è di non dovercisi ritrovare – la via maestra resta quella della vaccinazione. L’inoculazione del siero anti-COVID è quanto di meglio per dare certezze a un quadro comunque instabile. Una linea che in Europa non cambia. Accanto a questo invito impliciti ve n’è un secondo ben più esplicito, sempre rivolto ai governi.

“Il meccanismo per la ripresa è one-off”, vale a temporaneo e non rinnovabile, ricorda il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis. “Questo era l’accordo”. Per cui “è giunto il momento di attuare i piani nazionali di ripresa tempestivamente e bene”. Da questo punto di vista la Commissione intende procedere all’approvazione delle strategie nazionali ancora oggetto di valutazione. E’ questa “la priorità” dell’esecutivo comunitario quando si parla di situazione economica e ripresa, visibile ma comunque ancora non del tutto acquisita. Non finché restano sullo sfondo fattori di rischio che sfuggono al volere e al controllo della politica.

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