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Lettera NATO alla Russia:
Il segretario generale della NATO, Jens Stoltemberg

Lettera NATO alla Russia: "Ogni Paese ha il diritto di scegliere le proprie alleanze di sicurezza". Ma ci si prepara al peggio

È stata consegnata la risposta scritta all'ambasciatore russo in Belgio sulla questione del possibile ingresso dell'Ucraina nell'Alleanza. Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg: "Non tradiamo i nostri principi sulla sicurezza europea"

Bruxelles – Si spera per il meglio, ma ci si prepara al peggio. È ormai diventato questo l’approccio dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO) nei confronti della Russia, per affrontare la crisi in atto in Ucraina da settimane. “Abbiamo consegnato questa sera una lettera all’ambasciatore russo in Belgio in risposta a tutte le preoccupazioni di Mosca, perché prendiamo molto seriamente lo sforzo di fare progressi attraverso la diplomazia”, ha spiegato il segretario generale, Jens Stoltenberg, nel corso di una conferenza stampa a sorpresa questa sera (26 gennaio).

Al centro della lettera c’è la questione della possibile adesione dell’Ucraina (ma anche della Georgia e della Moldova) alla NATO. Mosca chiedeva garanzie legali per la fine dall’allargamento dell’Alleanza a nuovi membri, ma su questo punto è un muro contro muro: “Non tradiremo i nostri principi, è diritto di ogni Paese europeo quello di scegliere le proprie alleanze per la sicurezza nazionale“. Una riconferma di quanto già emerso al Consiglio NATO-Russia di due settimane fa e nessuna delle due parti sembra voler fare un passo in avanti.

Ecco perché la NATO sta iniziando a prepararsi a scenari di ulteriore escalation militare sul confine tra Ucraina e Russia. “Non c’è trasparenza nel movimento delle truppe di Mosca e questo accresce la preoccupazione e la tensione”, ha spiegato Stoltenberg, facendo il punto della situazione sul fianco orientale dell’Alleanza: “Ci sono oltre 100 mila truppe già schierate lungo il confine ucraino e sta aumentando la presenza di forze di terra e di aria anche in Bielorussia”. Per gli alleati occidentali “prepararsi al peggio” significa anche “aumentare le capacità delle nostre forze, con il rafforzamento della presenza nei Paesi baltici e in Polonia e la possibilità di attivare gruppi operativi di supporto con brevissimo preavviso”.

La parola che non viene mai pronunciata – guerra – rimane ancora lo scenario più remoto nell’approccio della NATO alla crisi con la Russia (“attivare questo tipo di piani è una decisione che sarà presa solo se inevitabile”). La via da seguire è quella del dialogo: “Invitiamo Mosca ad accettare l’invito a riunirsi quanto prima in una nuova sessione del Consiglio NATO-Russia“, ha ribadito con forza Stoltenberg, ricordando che i punti sul tavolo rimangono “la trasparenza sulle attività militari e le armi nucleari, il controllo delle armi ed evitare incidenti in aria o in mare”.

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