- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 27 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » COVID, le imprese UE temono impatti di lunga durata. Digitalizzazione il principale

    COVID, le imprese UE temono impatti di lunga durata. Digitalizzazione il principale

    Il 72 per cento delle aziende vede la normalità spazzata via dalla crisi sanitaria, rileva la BEI. Si teme per la catena di approvvigionamento

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Gennaio 2022
    in Economia
    Powered by powered by evolution group

    Bruxelles – Niente sarà più come prima per il mondo delle imprese, convinte che gli effetti del COVID continueranno a farsi sentire anche quando la pandemia dovesse essere dichiarata conclusa. Nell’UE ci sono sette aziende su dieci convinte in un modo o nell’altro ci saranno impatti di lunga durata sul modo di operare e lavorare, a prescindere dal tipo di cambiamento. La normalità è considerata alterata per il 72 cento delle imprese, preoccupate soprattutto per forniture e digitalizzazione. Lo rileva la Banca europea per gli investimenti (BEI) nella relazione sull’attività 2021, che include anche la mappatura della situazione e tendenze generali per l’anno in corso.

    In termini generali la trasformazione in senso digitale e tecnologico del ‘fare impresa’ è considerata la principale eredità della crisi sanitaria. La maggioranza degli operatori non ha dubbi in tal senso. Il 55 per cento delle aziende, che siano piccole, medie o grandi, vede una crescente necessità di affidarsi allo spazio telematico, con un 45 per cento delle imprese che considera la dotazione di infrastrutture digitale un obbligo di investimento dettato dalla pandemia. Ma ci sono quasi tre imprese su dieci (28%) che temono ricadute sul sistema di approvvigionamento. Si teme in sostanza per forniture e rifornimento di materie prime, peraltro già paventata in Germania e in Italia.

    Da questo punto di vista non c’è alcuna differenza tra grandi gruppi e imprese medio-piccole. I principali cambiamenti che appaiono inevitabili e destinati a rimanere sono gli stessi: trasformazione digitale e nuovi modelli di accesso a ciò di cui c’è bisogno per poter produrre. Si teme più penuria di materiali che di personale. Quasi nessuno è disposto a credere che ci potranno essere problemi a reperire forza lavoro. I più preoccupati in tal senso sono i produttori di servizi, dove appena il 16 per cento degli intervistati, meno di due aziende su dieci, è pronta a scommettere su riduzione permanente dell’occupazione.

    C’è una parte del settore terziario che prevede di doversi ‘re-inventare’. Oltre un quarto degli operatori del settore (27 per cento) vede un futuro effetto sul mix produttivo da offrire sul mercato quale conseguenza della pandemia. Qualcosa che preoccupa anche quattro piccole e medie imprese su dieci.

    Ad ogni modo c’è un altro elemento, meno diretto ma non per questo non meno legato alla pandemia e ai suoi effetti, che il mondo delle imprese nel suo complesso considera con grande attenzione per i suoi impatti di lunga durata: regoli comuni europee. Rileva la BEI come tutti confidano nella volontà politica degli Stati membri di agire insieme, in modo coordinato e concordato, di fronte alla pandemia e la ripresa. “Con la pandemia lontana dall’essere finita, l’incertezza macroeconomica e politica rimane alta e il 73 per cento delle imprese considera ciò come ostacolo agli investimenti”.

    Tags: Banca europea per gli investimentibeiCOVIDdigitalizzazioneimpreseinnovazionematerie primepandemiapmirifornimentiripresa

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    [foto: European Commission]
    Economia

    Lagarde avverte: “Il perdurare della crisi delle materie prime può incidere sul livello dei prezzi”

    27 Settembre 2021
    Economia

    Ombre sulle ripresa, la BCE: “Produzione frenata da carenza di materiali e componenti”

    27 Luglio 2021

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Photo de max bushuevsur Unsplash

    Diritto alla riparazione: Italia e altri 17 non hanno recepito la direttiva, parte l’infrazione UE

    di Redazione eunewsit
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati ora hanno due mesi per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate dalla Commissione

    Photo de Matthew Sichkaruksur Unsplash

    Al ritmo attuale la parità di genere ci sarà solo nel 2197, il ‘tetto di cristallo’ è ancora intatto

    di Giulia Torbidoni
    25 Settembre 2026

    In una relazione il CESE denuncia e richiama alla necessità di accelerare i progressi su lavoro dignitoso, retribuzione, protezione sociale,...

    Idrogeno Procedura d'infrazione

    Italia prima della classe a recepire le norme su gas e idrogeno, infrazione UE agli altri 26

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Gli Stati interessati hanno ora due mesi per rispondere alla Commissione, completare il recepimento e comunicarne l'avvenuta attuazione

    Kaja Kallas

    Accordo tra i Paesi UE sulle condizioni per rilasciare a Kiev 6,6 miliardi di euro

    di Annachiara Magenta annacmag
    25 Settembre 2026

    Si tratta di risorse dello Strumento europeo per la pace (EPF). Kallas: "È una buona notizia per l'Ucraina e una...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione