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Dalla commozione alla costernazione: il filo che unisce l'addio a Sassoli e l'elezione al Quirinale

Dalla commozione alla costernazione: il filo che unisce l'addio a Sassoli e l'elezione al Quirinale

Nelle ultime due settimane abbiamo vissuto due momenti dal forte impatto emotivo, la commemorazione di David Sassoli e il senso di abnegazione del Presidente Mattarella nell'accettare il suo secondo mandato. In mezzo abbiamo vissuto la costernazione per una bagarre politica senza uguali per l'elezione al Quirinale. Cerchiamo di capire perché

Sono passate poco più di due settimane dalle celebrazioni dedicate alla memoria di David Sassoli, il Presidente del Parlamento Europeo scomparso troppo presto. E ora stanno per spegnersi le luci in Italia su una delle elezioni del Presidente della Repubblica più burrascosa di sempre.

Il sentimento di commozione che abbiamo vissuto per Sassoli lo viviamo di nuovo oggi di fronte al senso di responsabilità e al coraggio del presidente Mattarella che accetta un secondo mandato che aveva dichiarato più volte di non volere. La sua autorità morale ci colpisce e ci stimola a fare sempre il nostro dovere, a qualsiasi costo.

In mezzo a questi due momenti dal forte impatto emotivo, però, abbiamo vissuto i giorni della costernazione per una difficoltà endemica della politica italiana di trovare una soluzione per il Quirinale. Costernazione amplificata dalla sensazione che la soluzione non fosse poi così difficile da individuare.

Non possiamo, quindi, non farci una domanda di significato. Come possiamo trovare il punto di contatto tra i valori di riferimento che dovrebbero ispirare ogni azione umana e politica e quella stessa azione quando poi diventa concreta e si realizza in un modo divergente dai valori stessi?

Partendo dai due momenti che abbiamo segnato come gli estremi di questa ipotetica linea emotiva (Sassoli e Mattarella), andiamo a cercare il senso più profondo dei valori messi in gioco nelle parole usate dai due protagonisti e nella loro forza evocativa.

I valori di riferimento

Ripercorrendo i 923 giorni di presidenza del Parlamento Europeo di David Sassoli e le oltre 85 mila parole utilizzate nei suoi 75 discorsi ufficiali, troviamo il significato del suo mandato. Europa, Parlamento e Cittadini rappresentano il cuore e la direzione verso cui Sassoli ha indirizzato ogni suo sforzo istituzionale, essendo le tre parole più usate in assoluto. Nel discorso del 16 luglio 2021 in occasione della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa alla memoria di Antonio Megalizzi egli ha chiaramente indicato il suo modello di Europa: “un’Europa vicina ai cittadini, solidale, autorevole che cresce grazie al dialogo e al confronto, due aspetti che stanno alla base della buona politica e costituiscono la colonna portante di ogni sistema democratico”. E non ha mai nascosto la chiara volontà di mettere al centro del progetto europeo proprio i cittadini che la costituiscono: “Serve un’Europa più partecipata

La Democrazia, insieme al Diritto, sono poi i due termini di contenuto che tornano più di frequente nei vari discorsi: “vi è una parte non negoziabile del nostro contratto europeo: i nostri valori di democrazia, libertà, Stato di diritto” ha ribadito Sassoli il 21 ottobre 2021 davanti al Consiglio Europeo. “La democrazia europea, i valori ed i principi su cui essa si basa purtroppo non sono irreversibili. Per questo è necessario l’impegno e la determinazione di tutti noi a loro difesa”, ha ricordato alla cerimonia per il trentennale della caduta del muro di Berlino del 13 novembre 2019.

La democrazia e il diritto non possono quindi essere dati per scontati. Per il presidente del Parlamento Europeo, devono essere quotidianamente difesi da qualsiasi tipo di attacco. Per questo è necessario il sostegno dei tre principi fondanti che troviamo spesso nei suoi discorsi: LibertàSolidarietà e Uguaglianza. “La libertà individuale, la libertà politica, il rispetto dello Stato di diritto, la democrazia, i diritti umani: sono questi i valori che costituiscono la nostra identità” (discorso al Consiglio Europeo del 21 aprile 2021). Ecco definita in maniera chiara la sostanza del senso dell’impegno politico.

E queste stesse parole sono riecheggiate nei sette anni di mandato vissuti dal Presidente Mattarella. “I giorni difficili trascorsi per l’elezione alla Presidenza della Repubblica nel corso della grave emergenza che stiamo tuttora attraversando – ha dichiarato subito dopo essere stato eletto per la seconda volta – richiamano al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del ParlamentoQueste condizioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati – e, naturalmente, devono prevalere su altre considerazioni e su prospettive personali differenti – con l’impegno di interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini”.

Questo collegamento semantico tra due figure istituzionali che ci hanno toccato nel profondo proprio per la loro capacità di rendere concreti i valori più alti e ispiratori del servizio politico, è importante e va tenuto a mente.

I Media internazionali sull’elezione di Mattarella

Purtroppo le parole usate dai media di tutto il mondo di fronte allo spettacolo messo in scena in Italia in questi giorni sono di altro tenore. Il New York Times parla di “politica litigiosa e alleanze che si sgretolano appena sotto la superficie del governo di unità nazionale”. Il Guardian scrive che il capo dello Stato, “ottantenne, aveva detto di non volere un nuovo mandato, ma le divisioni politiche rischiavano di lasciare il Paese senza direzione. Secondo El Pais, “i partiti non riescono a trovare una via d’uscita dall’abisso istituzionale e si accordano per chiedere all’attuale capo di stato di iniziare un altro mandato”.

La CNN parla di “settimana caotica”; al “pantano” fa riferimento la tedesca Deutsche Welle. Per la Bbc, “i partiti della coalizione non sono riusciti ad accordarsi su un candidato di compromesso”.

Infine, la Reuters titola “Il presidente italiano Mattarella è pronto per un secondo mandato dopo l’impasse del voto” e l’AFP  spiega che “I partiti della coalizione al potere in Italia temono per la stabilità politica del Paese”.

Il divario semantico che si evidenzia tra il primo gruppo di parole proposto e questo secondo gruppo è significativo. Da qui nasce la costernazione e il senso di smarrimento.

La voglia di futuro

Cosa possiamo aspettarci ora in Italia? Quale punto di equilibrio possiamo trovare tra i valori di riferimento e la realtà politica che poi viene vissuta? Per risolvere questi dubbi dobbiamo aggrapparci a un’altra parola: futuro. Una parola forte, evocativa, che interessa non solo noi, ma anche i nostri figli e le prossime generazioni.

La garanzia che incarna il Presidente Mattarella è quella di continuare a lavorare per quei valori che abbiamo riscoperto nelle parole di David Sassoli. Questi valori saranno le fondamenta su cui costruire un domani diverso, speriamo migliore. Avrà la politica la forza di ripensarsi, di ricostruirsi a partire dal senso più profondo proprio di quelle parole che uniscono i due Presidenti?

Forse, traslando all’Italia le parole riferite all’Europa nell’ultimo discorso del presidente Sassoli – considerato il suo testamento istituzionale, pronunciato il 16 dicembre 2021 davanti al Consiglio Europeo – , possiamo continuare a sperare in un futuro migliore: “l’Europa ha anche e soprattutto bisogno di un nuovo progetto di speranza, un progetto che ci accomuni, un progetto che possa incarnare la nostra Unione, i nostri valori e la nostra civiltà, un progetto che sia ovvio per tutti gli europei e che ci permetta di unirci. Penso che questo progetto possa essere costruito intorno a tre assi forti, a un triplice desiderio di Europa che sia unanimemente condiviso da tutti gli europei: quello di un’Europa che innova, di un’Europa che protegge e di un’Europa che sia faro”. Ed è proprio di unità che abbiamo bisogno in Italia.


Questo contributo è stato pubblicato nell'ambito di "Parliamo di Europa", un progetto lanciato da Eunews per dare spazio, senza pregiudizi, a tutti i suoi lettori e non necessariamente riflette la linea editoriale della testata.