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L'EDITORIALE

di Lorenzo Robustelli
Direttore di Eunews Follow @LRobustelli
Il minaccioso Putin fa scoprire all'Unione che sa essere unita

Il minaccioso Putin fa scoprire all'Unione che sa essere unita

Abbiamo aspettato un po’ prima di scrivere sulla crisi ucraina perché volevamo prima tentare di vedere con più chiarezza quello che sta succedendo.

E, pur se la situazione è tragica, quello che sta succedendo per l’Unione è una buona cosa, perché si è scoperta più capace ad una risposta unitaria di quanto potesse sembrare. Tanto che, secondo le ultime indiscrezioni che arrivano, il presidente russo Vladimir Putin sta accettando un confronto diplomatico che solo pochi giorni fa sembrava voler rifiutare.

L’opinione che abbiamo sempre avuto è che difficilmente il leader russo passerà i confini dell’Ucraina, a meno di un totale collasso dell’Occidente, da Cipro agli Stati Uniti. La Russia non è ricca, non può permettersi una guerra vera contro le più grandi potenze militari mondiali, non ha trovato alleati di peso, e dunque solo il sospettare che forse l’Unione europea al suo interno e nel rapporto con gli Stati Uniti è più solida di quanto lui da Mosca sperasse potrebbe avergli fatto cambiare idea, se mai avesse davvero avuto l’intenzione di invadere.

Certo, a Putin dovrà essere offerto un percorso di uscita da questa crisi che non lo umili davanti al suo popolo, che, dicono molti studi, è disposto a credere alla versione del Cremlino sull’aggressività degli occidentali (anche perché non ci sono molti mezzi d’informazione liberi per leggere il contrario) ma non vuole farsi trascinare in una guerra.

Da Mosca si è tentato in tutti i modi di far vacillare l’unità dell’Unione, si è tentato di attaccare ogni tipo di struttura informatica (anche Eunews, da giorni è sotto un pesante attacco hacker che arriva dalla Russia) ma nessun risultato significativo è arrivato.

Anzi, con il passare dei giorni, più soldati la Russia ammassava alle varie frontiere ucraine, più la risposta si è fatta unitaria, più Putin è stato costretto, dopo una prima telefonata con il presidente USA Joe Biden, a ricevere il presidente francese Emmanuel Macron e martedì 15 febbraio al Cremlino entrerà il cancelliere tedesco Olaf Scholz, e quello potrebbe essere un incontro decisivo, se il tedesco, dopo una falsa partenza in questa vicenda, riuscirà a mantenere il punto di intesa raggiunto dagli europei nella sua prima vera missione internazionale.

Insomma, forse quest’Unione non è così debole come ce la raccontiamo. Forse c’è stato bisogno di una minaccia davvero terrificante come quella di una guerra in casa, ma la risposta che arriva sembra essere unitaria. Che sia anche quella giusta ancora non lo possiamo sapere, ma di certo già il fatto che sia arrivata è un passo indispensabile e pesante per fermare gli ardori russi.