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COVID, la Commissione non intende ritirare le regole su vaccini e viaggi
CONTROLLO GREEN PASS, CONTROLLI

COVID, la Commissione non intende ritirare le regole su vaccini e viaggi

Il commissario per la Giustizia, Didier Reynders, risponde all'interrogazione dell'Europarlamento. "L'efficacia dei vaccini contro gli esiti gravi causati dalla variante Delta rimane elevata, è strumenti chiave", e il green pass altrettanto

Bruxelles – La Commissione europea tira dritto. Nessun ripensamento sulle modalità di gestione della pandemia e la libera circolazione. Avanti con il green pass, e la strategia di coordinamento. A difendere le scelte fin qui intraprese è Didier Reynders, nella risposta all’interrogazione parlamentare su certificato digitale COVID, vaccini e gestione della pandemia. Il commissario per la Giustizia chiarisce che “la Commissione non intende ritirare la sua proposta di una nuova raccomandazione del Consiglio su un approccio coordinato per facilitare la libera circolazione in sicurezza durante la pandemia di COVID-19″, e allo stesso modo l’esecutivo comunitario “non ritiene necessario rivedere il regolamento 2021/953″ in materia di vaccinazioni e certificazioni utili per i viaggi.

Reynders difende la validità delle decisioni prese sulla base di situazione sanitaria e sostegno scientifico. Agli europarlamentari ricorda che “l’efficacia dei vaccini contro gli esiti gravi causati dalla variante Delta rimane elevata, come attestato nell’ultima valutazione rapida dei rischi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)”. Per garantire corretto funzionamento del mercato unico e la possibilità di spostarsi da uno Stato membro all’altro, “la vaccinazione rimane uno degli strumenti chiave di cui disponiamo contro le peggiori conseguenze del COVID-19, come malattie gravi, che portano al ricovero e alla morte”.

E’ per questo che da Bruxelles si insiste con la strategia messa a punto finora. Non solo non si intende ritirare nulla di quanto stabilito, ma la Commissione europea ha proposto di estendere queste misure, originariamente pensate per un anno, di ulteriori 12 mesi, fino al giugno 2023. Sempre in nome di gestione ordinata e coordinata si è suggerito agli Stati membri di riconoscere una  validità standard di nove mesi ai certificati COVID.