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Ucraina, l'UE teme per la ripresa. Gentiloni:
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Ucraina, l'UE teme per la ripresa. Gentiloni: "Incertezza aumenta fortemente"

Il commissario per l'Economia confessa i timori che si registrano all'indomani della conquista dell'est dell'Ucraina da parte di Mosca. Riserve di gas a un terzo della capacità, e scontri commerciali sullo sfondo. Col PPE che agita venti di guerra

Bruxelles – Con la crisi in Donbass ora l‘UE teme per la ripresa economica. Si temevano pandemia, inflazione e frenata cinese per le sorti economiche del vecchio continente. Ma accanto a questi tre rischi le tensioni sullo scacchiere internazionale sono un altro fattore che incide sulla crescita, peraltro rivista già al ribasso per quest’anno. Adesso alla mappa geografica che si ridisegna si accompagnano tutte le ricadute varie, eventuali, probabili. “L’incertezza rimane tutt’attorno a noi”, riconosce il commissario per l’Economia, Paolo Gentiloni, secondo cui “la violazione del diritto internazionale attraverso il riconoscimento russo di due territori separatisti in Ucraina aumenterà fortemente questa incertezza“.

L’Europa ha messo a punto sanzioni, che con ogni probabilità daranno avvio a contromisure russe. E’ già successo che la Russia imponesse restrizioni alle importazioni di prodotti UE. Si rischia l’innesco di azioni analoghe. Calo delle esportazioni, a cui si aggiunge anche il rischio di ulteriore rincaro dei prezzi, soprattutto energetici. A parità di domanda, c’è anche il rischio di riduzione dell’offerta di gas russo. Per di più l’Europa inizia ad essere a corto della risorsa. Le riserve di gas dell’UE sono piene al 31 per cento, vuol dire che sono vuole per più di due terzi.

In Commissione cercano di minimizzare. Il portavoce responsabile, Tim McPhie, ricorda che l’UE è in grado di rispondere ad eventuali interruzioni di forniture, “ma non è questo il caso al momento”. Inoltre, continua, “non c’è nessuno Stato membro a dipendere da un solo fornitore”.

Se l’UE teme per la ripresa, a creare ancor più timori e incertezze ci pensa anche il gruppo del PPE in Parlamento europeo, che sembra chiamare alle armi. “L’Ucraina non può vincere una guerra solo con le sanzioni europee“, la posizione espressa dalla principale forza politica dell’Eurocamera, per cui “lintera portata del sostegno militare da parte della NATO e dei partner dell’UE dovrebbe essere sul tavolo. La vacanza geopolitica dell’UE è finita”. Esternazione delicata che rende la delicatezza del momento.

Il deterioramento della situazione in Ucraina sarà certamente al centro delle riunioni informali di Eurogruppo ed Ecofin di questo fine settimana (25 e 26 febbraio), visto che i primi punti all’ordine del giorno sono la discussione della situazione economiche e le prospettive. E le prospettive si fanno improvvisamente meno rosee.

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