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    Home » Politica Estera » Protezione temporanea e 500 milioni di euro dal bilancio UE a sostegno dei 2 milioni di rifugiati dall’Ucraina

    Protezione temporanea e 500 milioni di euro dal bilancio UE a sostegno dei 2 milioni di rifugiati dall’Ucraina

    La "crisi più velocemente in crescita sul suolo europeo dalla Seconda Guerra mondiale" impone una risposta rapida per l'accoglienza dei profughi "a prescindere dal colore della pelle". Ma è escluso chi ha un permesso di soggiorno di breve termine

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    8 Marzo 2022
    in Politica Estera
    UE Ucraina Russia
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    Bruxelles – Due milioni di rifugiati in 12 giorni. La “crisi più velocemente in crescita sul suolo europeo dalla Seconda Guerra mondiale”, come ha evidenziato l’agenzia ONU per i Rifugiati: ogni giorno che passa diventa sempre più urgente la gestione dei rifugiati in fuga dalla guerra in Ucraina verso l’UE. Di qui il supporto messo a disposizione dalla Commissione Europea per aiutare chi cerca rifugio sul territorio comunitario, ma anche i Paesi membri che stanno affrontando “uno sforzo pari a quello di tutto il 2015 e il 2016 messi insieme”, ha sottolineato la commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson, nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo pacchetto.

    Rifugiati Ucraina UEL’assistenza alla gestione delle frontiere e per la protezione di chi lascia l’Ucraina si concretizzerà attraverso due canali principali: un sostegno umanitario da 500 milioni di euro dal bilancio comune dell’UE e l’applicazione della Direttiva europea sulla protezione temporanea, proposta dall’esecutivo comunitario (e approvata all’unanimità dai 27 ministri degli Interni) una settimana fa. “È un pacchetto che si indirizzerà a tutte le persone, a prescindere dalla provenienza e dal colore della pelle“, ha messo in chiaro il vicepresidente Margaritis Schinas, rispondendo alle domande sulle possibili discriminazioni verso i rifugiati da parte dei Paesi di frontiera nell’accogliere o meno chi si presenta ai confini UE dall’Ucraina (e basate sulle posizioni del Gruppo di Visegrád e dell’Austria in Consiglio).

    È la direttiva che stabilisce uno status di protezione di gruppo in “situazioni di crisi derivanti da un afflusso massiccio di persone in fuga da una situazione di grande pericolo” a rappresentare il cuore del sostegno umanitario dell’UE (qui tutti i dettagli). “Oggi i rifugiati arrivati nell’UE dall’Ucraina sono 2 milioni, ma Putin non si fermerà e dobbiamo essere pronti ad accoglierne di più“, ha avvertito la commissaria Johansson. L’attivazione del meccanismo scatterà per tutte le persone ucraine o con un permesso di soggiorno rilasciato da Kiev, “afghani e bielorussi compresi”, ma “non è previsto per studenti o turisti da altri Paesi, o con permessi di soggiorno di breve termine“. La direttiva permetterà di velocizzare le attività di controllo di confine “di fronte a una catastrofe umanitaria”, ha ricordato Johansson, grazie anche al supporto delle agenzie dell’Unione (49 agenti Frontex alle frontiere UE-Ucraina e Moldova-Ucraina e 162 in Romania). Centrale in questo approccio è la solidarietà tra gli Stati membri attraverso una piattaforma di solidarietà, che permetterà ai Paesi membri di scambiarsi informazioni sulla capacità di accoglienza in coordinamento con la Commissione.

    Dei 500 milioni di euro dal bilancio dell’UE, 85 saranno destinati come aiuti umanitari diretti (acqua, assistenza sanitaria, alloggi) per l’Ucraina e 5 per la Repubblica di Moldova. Attraverso l‘attivazione del meccanismo di protezione civile dell’UE verranno inviati veicoli, kit medici, tende, coperte e sacchi a pelo, anche a Romania, Polonia e Slovacchia. Nella risposta dell’UE è prevista anche l’adozione della proposta legislativa Azione di coesione per i rifugiati in Europa (CARE), che aiuterà a finanziare con i fondi di coesione dell’UE investimenti in istruzione, occupazione, alloggi, servizi sanitari e di assistenza all’infanzia per i rifugiati in arrivo dall’Ucraina. I fondi per gli affari interni per il 2021-27 porteranno anche “significative risorse aggiuntive” agli Stati membri, per “garantire strutture di accoglienza adeguate e procedure di asilo efficaci“, con la proposta di prolungare il periodo di attuazione dei fondi 2014-2020 “per liberare circa 420 milioni di euro supplementari”.

    Tags: Accoglienza profughiAccoglienza rifugiaticommissione europeainvasione ucrainaMargaritis Schinasprotezione temporaneaukraineYlva Johansson

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