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L'invasione russa dell'Ucraina potrebbe essere il

L'invasione russa dell'Ucraina potrebbe essere il "momento del risveglio" dell'UE per l'allargamento ai Balcani

L'alto rappresentante UE, Josep Borrell, nel corso della sua visita a Skopje ha dichiarato che "è necessario gestire al meglio le conseguenze della guerra e aumentare la resilienza di ogni Paese" della regione

Bruxelles – Il processo di allargamento dell’Unione Europea ha preso un nuovo slancio, dall’Ucraina ai Balcani. Non solo sul piano delle nuove richieste di adesione, ma anche per quanto riguarda le prospettive per i Paesi candidati all’adesione UE ormai da decenni. “Spero che questo sia un momento di risveglio per l’Unione Europea, che rinvigorisca il processo e saldi i Balcani Occidentali fermamente all’UE”, ha dichiarato l’alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, in visita oggi (lunedì 14 marzo) in Macedonia del Nord, parlando degli effetti dell’invasione russa dell’Ucraina sul rapporto tra la regione e Bruxelles.

Allargamento UEIncontrando il primo ministro macedone, Dimitar Kovačevski, l’alto rappresentante Borrell ha riconosciuto le “grandi aspettative e speranze” del Paese sul cammino UE e si è augurato di “iniziare il negoziato formale di adesione dell’Albania e della Macedonia del Nord appena possibile, spero nella prossima conferenza intergovernativa”. Che la Commissione Europea spinga per l’accelerazione di questo processo non è un segreto – e i mancati progressi del vertice UE-Balcani Occidentali dello scorso ottobre sono stati una scottatura per la presidente, Ursula von der Leyen – ma la decisione è in mano al Consiglio, che dovrà trovare l’unanimità per l’apertura dei negoziati con Skopje e Tirana.

Al momento lo stallo è causato dal veto della Bulgaria, anche se stanno aumentando le speranze di assistere nei prossimi mesi a una svolta con il nuovo governo di Sofia guidato da Kiril Petkov. Proprio Borrell ha confermato in un tweet che “è giunto il momento di risolvere le questioni bilaterali di lunga data” e che Bruxelles accoglie con favore il “nuovo slancio tra Sofia e Skopje per una soluzione reciprocamente accettabile”. Per l’Unione Europea “la Macedonia del Nord e l’intera regione sono una priorità strategica”, anzi “geopolitica”, per cui “nessun problema bilaterale dovrà fermare questo processo”, ha sottolineato con forza l’alto rappresentante UE. “Geopolitica” perché la Russia può mirare a destabilizzare la regione e di qui la necessità di allineare la gestione della risposta al Cremlino e di supportare i Balcani Occidentali a “gestire al meglio le conseguenze della guerra e aumentare la resilienza di ogni Paese“.

Da parte del premier Kovačevski è stata ribadita la fiducia della Macedonia del Nord nel processo di allargamento UE: “Abbiamo dimostrato di essere partner credibili, l’avvio dei negoziati deve essere la prova della credibilità dell’Unione Europea“, ha sottolineato in conferenza stampa al termine del colloquio con l’alto rappresentante Borrell. Ringraziandolo per l’impegno nelle istituzioni comunitarie a sostegno dell’ottenimento di una data di inizio del processo negoziale, Kovačevski ha ricordato a Borrell che “in un periodo di instabilità internazionale, mai come oggi c’è bisogno di un’Europa unita e forte”. Soprattutto per il fatto che “la guerra in corso è un rischio per l’influenza di Paesi terzi nella regione balcanica” e che “lasciare un vuoto geostrategico in questa regione non è un’opzione”.

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