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Draghi, sanzioni alla Russia efficaci. Sul gas: pagamento in rubli fuori dai contratti

Draghi, sanzioni alla Russia efficaci. Sul gas: pagamento in rubli fuori dai contratti

Il premier italiano dopo la prima tornata di lavori ai tavoli internazionali del G7 e della Nato, racconta di un'unità di vedute tra i partner. Ma sull'energia il confronto nel Consiglio europeo si annuncia tra molte insidie

Roma – Sulla condanna all’aggressione all’Ucraina e sulle sanzioni “stiamo mostrando un’unità straordinaria”. Così il premier Mario Draghi sintetizza il primo round di Bruxelles, ovvero il vertice straordinario della Nato e il G7 che hanno preceduto il Consiglio europeo.  Sanzioni che saranno mantenute, e se fosse necessario anche inasprite, e che riferisce il premier “sono state descritte straordinariamente efficaci, con l’economia russa che è stata fortemente indebolita”. Si è discusso di sicurezza alimentare ed energetica, come affrontare questo momento e “le risposte sono state in entrambi i casi una combinazione di diversificazione delle fonti”.

L’Europa vuole diventare indipendente dal gas russo”, ha ribadito e tuttavia “il mercato funziona male, i prezzi sono speculativi”, dunque bisogna “prendere misure specifiche” che saranno discusse nella sessione di domani (25 marzo). L’aiuto arriverà anche dal gas Usa e dal Canada che hanno assicurato grande collaborazione sul cambio di forniture, mentre a proposito della richiesta di Mosca di pagare in rubli le forniture attuali di metano, per Draghi se decideranno di applicarla è “una clausola che implica una violazione contrattuale”. Una questione che comunque si incrocia con l’applicazione delle sanzioni e che sarà scandagliato nel confronto tra i 27 che su tutta la partita dell’energia non si annuncia facile.

Capitolo NATO, l’Italia ha ribadito l’impegno di far salire fino al 2 per cento la spesa militare ma l’Alleanza continuerà a restare fuori dal conflitto anche per la richiesta della ‘no fly zone’. Nei tentativi di de-escalation del conflitto l’Europa guarda alla Cina con la “speranza che contribuisca al processo di pace” sostiene il premier e “tanto dobbiamo essere fermi con le sanzioni tanto dobbiamo cercare disperatamente la pace, l’Italia si muove su questi due binari”.

Infine il punto sui rifugiati che scappano con numeri che arrivano a milioni, conseguenza di una guerra devastante per la popolazione ucraina, “un dramma che deve essere affrontato a livello mondiale”.

Durante gli incontri di oggi Draghi ha avuto anche diversi colloqui bilaterali, con il presidente Usa, Joe Biden, il leader turco Tayyp Erdogan e il primo ministro olandese Mark Rutte.

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