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Ucraina: ingresso nell’UE per tutti gli animali in fuga dalla guerra

Ucraina: ingresso nell’UE per tutti gli animali in fuga dalla guerra

Anche per quelli da zoo e da circo non conformi alla normativa vigente, perché non vaccinati, privi di chip o passaporto europeo

Fuga dall’Ucraina garantita a tutti gli animali domestici, nessuno escluso. Anche a quelli non conformi alle condizioni legali per l’ingresso nell’Unione Europea. Lo ha confermato la commissaria alla Salute, Stella Kyrikides, in risposta a un’interrogazione parlamentare del 7 marzo 2022 a , data la “situazione straordinaria” in cui riversa il Paese.

A occuparsi degli amici a quattro zampe, ma non solo, dei rifugiati ucraini saranno le autorità veterinarie degli Stati membri che, secondo la Commissione, si starebbero attrezzando per marcare gli animali e fornire vaccinazioni gratuite.

L’UE ha ampliato così le linee-guida operative fornite alle guardie di frontiera degli Stati membri a inizio marzo, che già prevedevano di “facilitare l’ingresso degli animali in viaggio con i loro padroni dall’Ucraina”, “per scopi non commerciali”. L’autorizzazione di eventuali deroghe alla normativa vigente era però riservata ai singoli Paesi, sotto forma di “specifici accordi di permesso”.

Secondo la normativa UE, gli animali possono entrare o viaggiare all’interno dell’Unione solo se muniti di microchip (o tatuaggio identificativo), vaccinati contro la rabbia e, in alcuni casi, trattati contro l’Echinococcus multilocularis, un particolare tipo di tenia. Tutte queste informazioni devono essere contenute in un certificato sanitario specifico. Devono essere inoltre muniti di un passaporto europeo per animali da compagnia in corso di validità. Una serie di criteri difficilmente applicabili in caso di fuga dalla guerra.

Da oggi, dopo i controlli, a tutti gli animali sarà permesso di muoversi entro i confini dell’Unione. Verrà attivato inoltre un meccanismo di coordinamento tra Stati, soprattutto nel caso in cui il Paese d’ingresso non sia la destinazione finale del rifugiato e dunque dell’animale.

Anche gli animali da zoo e quelli “da circo” saranno soggetti alle stesse condizioni, in caso di trasferimento o recupero. Queste spese, sia in Ucraina che verso l’UE, sono coperte dal Fondo di Emergenza degli Zoo ucraini dell’Associazione europea degli zoo e degli acquari (EAZA), che ha raccolto oltre 1 milione di euro a partire da donazioni.

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