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Stop al gas verso Polonia e Bulgaria è

Stop al gas verso Polonia e Bulgaria è "ricatto inaccettabile", l'UE cerca l'unità per rispondere a Putin

Da Bruxelles ferma condanna alla decisione di Gazprom di tagliare le forniture a Sofia e Varsavia. Convocato con urgenza il gruppo europeo di coordinamento sul gas per una risposta unitaria e solidale. Dall'Europarlamento la richiesta di un embargo paneuropeo sulle risorse energetiche russe

Bruxelles – Ricatto inaccettabile. Per la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, la decisione del colosso energetico russo Gazprom di tagliare le forniture di gas verso Polonia e Bulgaria, “è l’ennesimo tentativo della Russia di utilizzare il gas come strumento di ricatto” verso l’UE nel pieno della guerra in Ucraina.

Varsavia e Sofia sono i primi due Paesi UE ad aver subìto un taglio totale ai propri approvvigionamenti energetici da parte di Mosca, motivato, secondo il Cremlino, dal loro rifiuto di pagare gli approvvigionamenti in rubli. Si tratta anche della prima grande ritorsione da parte del Cremlino per i cinque pacchetti di sanzioni ormai varati dall’UE da fine febbraio per l’aggressione all’Ucraina, che sono andati a colpire tra le altre cose anche tecnologie per la raffinazione del petrolio e le importazioni di carbone a partire da agosto. Mosca può usare le forniture energetiche come strumento di pressione sull’UE per la forte dipendenza che i Paesi UE hanno degli idrocarburi russi: nel 2021, l’UE ha comprato complessivamente dalla Russia il 45 per cento del suo gas importato e oltre il 27 per cento  del petrolio raffinato.

La Commissione Europea ha convocato con urgenza questa mattina il gruppo europeo di coordinamento sul gas (che fa capo alla Commissione Europea, con rappresentanti di tutti e Ventisette gli Stati membri) per trovare una risposta unitaria alla crisi. Bruxelles lavora da mesi anche a scenari drastici di questo tipo e dice di essere preparata a tagli totali da parte del Cremlino, in sostanza attraverso riserve strategiche e diversificazione dei fornitori di energia. Il gruppo di coordinamento è alla ricerca di una risposta “coordinata dell’UE”, mentre continua il lavoro per diversificare i fornitori internazionali per garantire flussi alternativi di energia.

Per il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, la mossa di Gazprom è “un’altra mossa unilaterale aggressiva della Russia”, su cui l’UE deve rimanere unita e “sostenerci a vicenda mentre eliminiamo gradualmente le importazioni di energia russe”. In un tweet spiega di essere in contatto con il primo ministro polacco Mateus Morawiecki e il primo ministro della Bulgaria, Kiril Petkov. 

L’Unione Europea non sarà ricattata”, ha scritto anche la presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola. “Non abbiamo paura di Putin e Polonia e Bulgaria troveranno il nostro sostegno”. Metsola aggiunge che l’Europarlamento stia chiedendo “un embargo paneuropeo immediato sulle forniture energetiche controllate dal Cremlino”. E’ tempo per l’UE di tagliare “le nostre dipendenze dagli autocrati una volta per tutte”.

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