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Amendola, rinunciare al diritto di veto e riformare i Trattati per l'Europa 'attore globale'

Amendola, rinunciare al diritto di veto e riformare i Trattati per l'Europa 'attore globale'

A Fiesole, l'intervento del sottosergetario agli Affari Europei in apertura della conferenza "State of the Union". Unità dell'Ue per sanzioni e uscita dalle forniture russe. La sfida del cambiamento della governance comunitaria "unica via verso gli Stati uniti d'Europa"

Roma – Cambiare i Trattati, così l’Europa “si deve adeguare ai tempi, facendo più integrazione, dando più possibilità in termini di protezione sociale, dei lavoratori, delle imprese e di chi di chi crea l’economia”. Enzo Amendola, sottosegretario per gli Affari europei ha aperto a Fiesole la XII edizione di The State of the Union, organizzata dall’Istituto universitario europeo.

Un Europa per le prossime generazioni?’, il titolo con l’interrogativo che vuole stimolare il dibattito, ha spiegato il presidente dell’Istituto Renaud Dehousse, dando il via alla due giorni animata da studiosi, esperti, commissari ed esponenti politici delle massime istituzioni dell’Ue.

Come ogni anno, Fiesole diventa capitale del pensiero comunitario, momento di riflessione per “un’Europa che deve essere unita per le sfide che abbiamo”, ha detto Amendola, unita davanti all’invasione russa in Ucraina, “per il rilancio economico dopo la pandemia. La sfida senza precedenti è la tragedia della guerra in Europa con la priorità della “pace che è sempre possibile”, in ragione “della nostra capacità di esseri umani”.

L’azione comune è la base per le scelte di questi giorni e quelle future: “Nelle sanzioni noi saremo uniti, ci saranno ovviamente dibattiti sulle difficoltà dei singoli paesi ma la strada è già tracciata”. Gas, petrolio, carbone russo, “abbiamo scelto una diversificazione strutturale da attuare con coraggio “anche se ogni Paese a dei mix energetici differenti”.

“La nostra indipendenza dalla Russia – ha spiegato il sottosegretario per gli Affari europei – dipende dalla capacità di creare un’Unione dell’energia, con nuovo rapporto con i Paesi dell’Africa e del Mediterraneo per la diversificazione dei fornitori di energia”. Perciò “soltanto attraverso decisioni comuni nel campo della politica estera, energetica e della sicurezza, l’Europa avrà gli strumenti adeguati per avere peso nello scacchiere internazionale”. In questa direzione l’Unione dell’energia “sarebbe uno dei più grandi cambiamenti istituzionali, perché implicherebbe una profonda discussione in termini di politica estera, per realizzare fino in fondo lo sviluppo del Green Deal con i nostri partner internazionali e per arrivare alla nuova era di autonomia strategica come l’abbiamo sempre intesa”. Nel dettaglio delle scelte da adottare per affrontare la crisi energetica, Amendola ribadisce la posizione dell’Italia a favore del price cap e il disaccoppiamento del prezzo del gas dal mercato elettrico.

Nell’apertura della conferenza ‘State of the Union’, l’esponente italiano ha sottolineato la necessità per l’Ue di fare un salto di qualità attraverso la “rinuncia ad alcuni strumenti del passato come il diritto di veto”. Un passo “per assicurare la nostra difesa, la nostra integrazione, e fare dell’Europa un attore globale”. Una nuova modalità per affrontare diversamente le crisi umanitarie, gestire le migrazioni nel segno della solidarietà”.

Un’Europa a cui serve il coraggio di cambiare e affrontare le sfide con strumenti adeguati, snodo su cui Amendola incardina anche la riforma dei Trattati europei. “Noi siamo uno dei primi paesi, con il Parlamento italiano e con il presidente del Consiglio”, a fare la richiesta “non si può avere 27 politiche estere e 27 politiche di difesa”.

La sfida dell’unità, messa alla prova dalla guerra contro l’Ucraina, e la necessità di trovare gli strumenti per essere attore globale, sono i tasselli messi in fila da Enzo Amendola, passi concreti “verso gli Stati Uniti d’Europa l’unica via per assicurare stabilità e pace e non temere ulteriori aggressioni ai Paesi che ci sono vicini”.

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