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Embargo sul petrolio russo, è stallo tra i Ventisette. Von der Leyen vola a Budapest ma non convince Orbán
Il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, e la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen

Embargo sul petrolio russo, è stallo tra i Ventisette. Von der Leyen vola a Budapest ma non convince Orbán

"Abbiamo fatto progressi, ma è necessario ulteriore lavoro", sostiene la presidente dell'Esecutivo comunitario, annunciando che avrebbe convocato una videoconferenza con altri paesi della regione per "rafforzare la cooperazione regionale sulle infrastrutture petrolifere". Fonti spiegano che la videoconferenza è ancora in preparazione

Bruxelles – Progressi sì, ma non abbastanza da finalizzare un accordo. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è volata ieri (9 maggio) direttamente in Ungheria per discutere faccia-a-faccia con il primo ministro Viktor Orban e sbloccare lo stallo dei governi sul sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia per l’aggressione dell’Ucraina, in cui Bruxelles propone un divieto progressivo di importare petrolio greggio entro sei mesi e prodotti del petrolio raffinato entro la fine dell’anno.

Secondo la presidente della Commissione europea “la discussione di questa sera (ieri, ndr) con il premier Viktor Orban è stata utile per chiarire le questioni relative alle sanzioni e alla sicurezza energetica”, ha detto von der Leyen in un tweet. “Abbiamo fatto progressi, ma è necessario ulteriore lavoro”, ha aggiunto. La presidente ha annunciato che avrebbe convocato una videoconferenza con altri paesi della regione per rafforzare la cooperazione regionale sulle infrastrutture petrolifere.

Un incontro “costruttivo”, come definito anche oggi dal portavoce dell’Esecutivo Eric Mamer in quotidiano briefing con la stampa. La presidente è andata lì per “cercare soluzioni”. Mamer ha ribadito che la Commissione UE è consapevole che “Ungheria e altri Paesi UEhanno significative dipendenze dalle importazioni” di forniture energetiche dalla Russia, in primis per la loro posizione geografica. In particolare sono Ungheria e Slovacchia – dipendenti per il 58 e il 96 per cento dal greggio russo – a tenere in ostaggio il pacchetto, pur avendo già ottenuto una deroga sui tempi per dire addio al petrolio russo.

“Non posso fare previsioni sull’approvazione del sesto pacchetto delle sanzioni ma sicuramente speriamo venga adottato il prima possibile”, ha chiarito Mamer, dopo che questa mattina il ministro francese per gli Affari europei, Clement Beaune, si è detto ottimista per l’approvazione del pacchetto in settimana. La Francia è in effetti presidente di turno all’UE, ma la discussione tra i Ventisette appare sempre più in salita. Tanto che per il momento non sono previste riunioni del Coreper, la sede in cui si riuniscono gli ambasciatori dei Ventisette per discutere del pacchetto. Il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, si è detto venerdì scorso disposto a convocare con urgenza i ministri degli Esteri dell’UE per superare lo stallo direttamente in sede di Consiglio.

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