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Ripartono le ferrovie europee dopo la crisi, ma i ricavi languono e i passeggeri non crescono
(Imagoeconomica)

Ripartono le ferrovie europee dopo la crisi, ma i ricavi languono e i passeggeri non crescono

Mazzola: "Il traffico è in crescita, con un forte aumento di quello privato a lunga percorrenza, i servizi pendolari e i viaggi di lavoro rimangono piuttosto bassi"

Bruxelles – Il traffico ferroviario riparte dopo la crisi, ma i ricavi languono. L’ultimo aggiornamento del “CER Crisis Impact Tracker” (aprile 2022), realizzato dalla Community of European Railway and Infrastructure Companies (CER), mostra che mentre il traffico ferroviario è in crescita, gli effetti della crisi COVID sono ancora visibili nell’attività ferroviaria in Europa, con continue perdite di volumi e ricavi.

I volumi dei passeggeri sono in calo di quasi il 25 per cento a marzo 2022 (rispetto a marzo 2019), mentre per le merci la flessione è di quasi il 10 per cento, nello stesso periodo.  A seguito di una flessione sia delle entrate che dei volumi, spiega il CER in una nota, tra ottobre 2021 e gennaio 2022 i volumi di passeggeri sono aumentati a febbraio, raggiungendo il livello più alto a marzo 2022 dall’inizio della crisi.

Tuttavia, i ricavi sono ancora in calo del 20 per cento e i volumi del 24 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019.

In alcuni paesi (soprattutto nell’Est Europa), mentre a marzo i passeggeri per chilometro sono aumentati, i ricavi hanno continuato a rimanere bassi. Ciò, afferma il CER, potrebbe essere collegato all’afflusso di rifugiati ucraini autorizzati a viaggiare gratuitamente nel loro percorso migratorio verso l’Occidente. Le ferrovie di tutta Europa hanno emesso oltre 3,5 milioni di biglietti gratuiti per facilitare questi difficili viaggi verso la sicurezza. 

I ricavi restano in linea con tre anni fa, ma l’Associazione spiega che “in un contesto di volumi in diminuzione si possono  nascondere le ripercussioni dell’aumento dei costi energetici sui prezzi finali (anche a scapito dei margini degli operatori)”.

Secondo Alberto Mazzola, direttore esecutivo del CER, “sebbene sia incoraggiante vedere che il traffico ferroviario è in crescita, con un forte aumento di quello privato a lunga percorrenza, i servizi pendolari e i viaggi di lavoro rimangono piuttosto bassi rispetto a prima della crisi del COVID”. Il dirigente italiano spiega che “le compagnie ferroviarie continuano ad accumulare perdite in questi settori e un’ulteriore evoluzione è importante per la fornitura di servizi pubblici. Allo stesso tempo, la comunità ferroviaria europea continua a esprimere la sua solidarietà al popolo ucraino e a sostenere gli sforzi di aiuto internazionali ed europei in corso”.