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    Home » Politica Estera » Dopo 9 mesi la Commissione UE sta considerando di riattivare la procedura d’infrazione contro il Regno Unito

    Dopo 9 mesi la Commissione UE sta considerando di riattivare la procedura d’infrazione contro il Regno Unito

    Al centro della nuova disputa tra Londra e Bruxelles c'è la volontà del governo di Boris Johnson di modificare unilateralmente il Procollo sull'Irlanda del Nord. L'iter parlamentare è stato definito dal vicepresidente, Maroš Šefčovič, "un'azione unilaterale danneggia la fiducia reciproca"

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    13 Giugno 2022
    in Politica Estera
    Maros Sefcovic Ue Regno Unito
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    Bruxelles – Sembra una storia senza fine quella del divorzio tra UE e Regno Unito. A un anno e mezzo dall’uscita formale di Londra dall’Unione, la Brexit continua a essere causa di grosse tensioni tra le due sponde della Manica. Per voce del suo vicepresidente per le Relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche, Maroš Šefčovič, la Commissione Europea si è detta “pronta a considerare” la riattivazione della procedura d’infrazione avviata nel marzo dello scorso anno e sospesa dopo sei mesi con l’obiettivo di cercare soluzioni comuni. “L’azione unilaterale del Regno Unito va direttamente contro questo spirito”, ha commentato senza giri di parole Šefčovič, nel corso di una breve conferenza stampa in cui non sono nemmeno state ammesse domande. A questo si aggiungono “nuove procedure d’infrazione” al vaglio dell’esecutivo comunitario, per “proteggere il Mercato Unico dai rischi che la violazione del Protocollo crea per le imprese dell’UE e per la salute e la sicurezza dei cittadini dell’Unione”.

    La dura reazione del gabinetto guidato da Ursula von der Leyen è arrivata nel giorno dell’inizio dell’iter legislativo della proposta del primo ministro britannico, Boris Johnson, che – se approvata – attribuirà a Downing Street 10 il potere di modificare unilateralmente Protocollo sull’Irlanda del Nord dell’accordo di recesso tra UE e Regno Unito (siglato per garantire l’unità sull’isola). Già lo scorso anno il Protocollo era stato al centro dello scontro diplomatico tra Bruxelles e Londra, quando il governo Johnson aveva cercato di prorogare unilateralmente il periodo di grazia per il commercio nel Mare d’Irlanda, ovvero la durata della concessione temporanea ai controlli dei certificati sanitari per il commercio di generi alimentari refrigerati dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord da parte delle autorità UE (che nel contesto post-Brexit sono necessari per mantenere integro il Mercato Unico sull’isola d’Irlanda). Dopo aver avviato la lettera di messa in mora a inizio marzo, Bruxelles aveva cercato un difficile compromesso, prima concedendo una proroga al periodo di grazia e successivamente sospendendo la procedura d’infrazione. Ma non era mai stata messa in discussione la possibilità di rinegoziare un’intesa siglata tra le due parti solo pochi mesi prima.

    A quasi un anno di distanza, BoJo ha deciso però di riprovarci e ora sta passando da Westminster. È per questa ragione che – al netto del danneggiamento della fiducia reciproca causato da un’azione unilaterale – la Commissione “valuterà il progetto di legge britannico” e il vicepresidente Šefčovič si rivolgerà al Parlamento Europeo e ai governi dei 27 Stati membri. “Rinegoziare il Protocollo non è realistico”, ha attaccato il membro dell’esecutivo comunitario: “Non è stata trovata alcuna soluzione alternativa praticabile a questo delicato equilibrio negoziato da tempo”, perciò “qualsiasi rinegoziazione comporterebbe semplicemente un’ulteriore incertezza giuridica per i cittadini e le imprese dell’Irlanda del Nord”.

    La risposta di Bruxelles si chiama “flessibilità”, già mostrata lo scorso anno con accordi di “ampia portata e su misura”, in particolare per facilitare la circolazione delle merci tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord. Nonostante tutto, la volontà di trovare soluzioni comuni rimane nelle intenzioni della Commissione. Ma se dall’altra parte della Manica non ci sarà un riscontro “la nostra reazione alle azioni unilaterali del Regno Unito sarà proporzionata“, ha minacciato Šefčovič, prima di anticipare che “presto” l’esecutivo comunitario presenterà “in modo più dettagliato il nostro modello per un’attuazione flessibile del Protocollo, basato su soluzioni durature”.

    Tags: brexitIrlanda del nordMaros Sefcovicprotocollo irlanda del nordregno unito-ueUe-Regno Unito

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