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Draghi 'caccia' Putin:
MARIO DRAGHI

Draghi 'caccia' Putin: "Al G20 non ci sarà". Mosca mangia la foglia: "Nessuna decisione se in presenza o da remoto"

Il presidente del Consiglio dal G7 indica lo spiraglio di luce in fondo al tunnel dove sono bloccate le migliaia di tonnellate di grano ucraino

Roma – Il tono è di chi sta ‘semplicemente’ riportando una notizia, ma lo sguardo è di quelli che sanno di maneggiare ‘materiale delicato’. Mario Draghi affonda un colpo contro la Russia, consapevolmente, quando anticipa che Vladimir Putin non sarà al prossimo G20. “Il presidente indonesiano Joko Widodo ha escluso categoricamente che verrà”, dice in conferenza stampa al termine del G7 di Elmau, poco prima di imbarcarsi per Madrid, dove parteciperà al vertice Nato. La puntura di spillo arriva forte a Mosca, tanto in pochi minuti la Tass, l’agenzia di stampa russa, batte un take rilanciando le parole del presidente del Consiglio italiano, ma sottolineando che l’assistente del presidente russo, Yuri Ushakov, lunedì scorso aveva solo ipotizzato una presenza da remoto, ma che tutto era ancora da decidere.

Draghi è carico e di buon umore in Germania. Del resto, non potrebbe essere altrimenti dopo che l’Europa – e l’Occidente – si è dovuta arrendere e prendere un impegno preciso ad accelerare sul tetto massimo al prezzo del gas. Solo pochi giorni dopo che il Consiglio Ue aveva rinviato a ottobre la discussione, in attesa del report della Commissione atteso per settembre. Con il nuovo impegno, invece, un testo dovrebbe essere presentato entro l’inizio dell’autunno. Il successo diplomatico del responsabile di Palazzo Chigi è quasi sicuramente un effetto domino del price cap sul petrolio, fortemente voluto e ottenuto dal presidente Usa, Joe Biden. Ma, come si suol dire, a “Caval Donato non si guarda in bocca”. L’importante è uscire dalla morsa russa sull’energia e garantire sicurezza a quella non cede nel braccio di ferro con Putin.

Che si arricchisce di un altro capitolo, visto che tra le note più positive della quattro-giorni in Germania c’è lo spiraglio di luce in fondo al tunnel dove sono bloccate le migliaia di tonnellate di grano ucraino fermo sulle navi ormeggiate nei porti controllati a vista dalla Marina russa. A spiegare la novità è ancora Draghi, riportando le parole del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres: “Molti di noi pensavano che occorresse sminare le acque per riuscire a portare fuori il grano, invece ci sono dei corridoi sicuri attraverso cui far passare le navi”. Questo significa “guadagnare dalle due settimane a un mese di tempo”, sottolinea, il che diventa vitale visto che i cereali stanno lentamente marcendo nei silos mentre si avvicina pericolosamente il periodo del nuovo raccolto. Il capo del governo, però, non se la sente di esultare: “Queste notizie ci fanno sperare bene, ma è prematuro essere troppo ottimisti”, perché manca ‘soltanto’ il sì del Cremlino. E Putin non è nuovo a cambiare idea all’ultimo secondo. Per ora Draghi si gode i successi diplomatici, in attesa di vedere i fatti, nero su bianco. E sorride, forse pensando a come avrà fatto ‘innervosire’ i russi sul G20.

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