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Sotto lo sguardo della presidente von der Leyen, la bandiera dell'UE è stata issata nell'Aula del Parlamento ucraino

Sotto lo sguardo della presidente von der Leyen, la bandiera dell'UE è stata issata nell'Aula del Parlamento ucraino

È successo dopo l'intervento (in videocollegamento) della numero uno della Commissione alla Verchovna Rada, sulla concessione a Kiev dello status di Paese candidato all'adesione: "Saremo al vostro fianco fino a quando varcherete la porta che conduce alla nostra Unione"

Bruxelles – A tre mesi esatti dall’intervento della presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, alla Verchovna Rada (l’Assemblea nazionale dell’Ucraina), anche la numero uno della Commissione UE, Ursula von der Leyen, si è rivolta direttamente ai deputati ucraini. Il primo aprile cadevano le bombe su Kiev e le barricate proteggevano il Parlamento, oggi nell’Aula campeggiano le due bandiere gialle e blu dell’Unione Europea (il cerchio di 12 stelle) e dell’Ucraina (a bande orizzontali), dopo l’ottenimento dello status di Paese candidato all’adesione UE. “È il momento di celebrare questa pietra miliare, una vittoria di determinazione e risolutezza per l’intero movimento iniziato otto anni fa a Maidan“, ha sottolineato la presidente von der Leyen in videocollegamento, richiamandosi alla sollevazione popolare del 2014, con la destituzione dell’ex-presidente filo-russo, Viktor Janukovyč.

UE Parlamento Ucraina
La bandiera UE issata alla Verchovna Rada di Kiev (primo luglio 2022)

La bandiera UE è stata issata nell’Aula del Parlamento dell’Ucraina subito dopo le parole di von der Leyen, a confermare l’impegno del Paese sul cammino europeo, come ha messo in chiaro il presidente Volodymyr Zelensky: “Sappiamo che l’integrazione europea darà a generazioni di ucraini un futuro migliore, ora dobbiamo prepararci per essere all’altezza dei negoziati, senza pause e senza ritardi“. Da parte della Commissione c’è la certezza che “la strada da percorrere è lunga, ma l’Europa sarà al vostro fianco a ogni passo, per tutto il tempo necessario”, è il messaggio della sua leader: “Da questi giorni bui di guerra fino al momento in cui varcherete la porta che conduce alla nostra Unione Europea, saremo con voi”.

Il punto di partenza è lo sforzo per “aver tenuto in piedi il vostro Stato e la vostra democrazia contro ogni previsione” e per “aver tenuto aperto il Parlamento anche nei giorni più bui”. La diretta conseguenza è stata la domanda di adesione all’UE a pochi giorni dall’inizio dell’invasione russa: “Siete riusciti a fornirci tutte le informazioni necessarie per esprimere un parere forte, grazie alla mobilitazione delle istituzioni e delle migliori energie del vostro Paese”, ha riconosciuto la presidente von der Leyen. A fronte di tutto questo, “avete ottenuto l’approvazione e il rispetto di tutti gli Stati membri” dell’Unione, “un segno significativo di fiducia” coronato dalla concessione dello status di Paese candidato all’adesione nel corso del Consiglio Europeo del 23-24 giugno. Era stato proprio il presidente della Verchovna RadaRuslan Stefančuk, nel suo intervento alla plenaria del Parlamento UE a Bruxelles lo scorso 8 giugno, a chiedere che il vertice dei Ventisette fosse “il giorno della svolta” per il futuro dell’Ucraina. E così è stato: “I prossimi passi sono alla vostra portata, ma richiederanno duro lavoro, determinazione e soprattutto unità di intenti“.

Tutto ciò significa un rinnovato impegno per la ricostruzione del Paese con “investimenti massicci” (von der Leyen ha fatto sapere che la prossima settimana parteciperà con il presidente Zelensky e il premier Denys Šmihal’ alla Conferenza di Lugano, che avrà proprio questo come tema centrale). Ma allo stesso tempo servirà anche “una nuova ondata di riforme“, che coprano la lotta alla corruzione – con le nomine del capo della Procura specializzata e del direttore dell’Ufficio nazionale anticorruzione – l’implementazione della legge anti-oligarchi e una legge sui media “che allinei la legislazione ucraina agli attuali standard dell’UE”. Ciò che fa sperare nel meglio la presidente von der Leyen è proprio la bandiera dell’UE che ora campeggia nell’Aula del Parlamento dell’Ucraina: “La parola Rada significa consiglio, e consiglio significa saggezza collettiva”, ha voluto ricordare prima della standing ovation dei deputati ucraini. “Sono sicura che metterete la vostra saggezza collettiva al servizio dell’Ucraina, quando si tratterà di riforme e del futuro del vostro Paese”, è stato l’ultimo augurio della capa dell’esecutivo comunitario.

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