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L'UE alla ricerca di Gnl dalla Nigeria per sostituire il gas russo
Ursula von der Leyen

L'UE alla ricerca di Gnl dalla Nigeria per sostituire il gas russo

Bruxelles valuta le opzioni per aumentare le importazioni di GNL dalla Nigeria. "Il Paese è già il quarto esportatore più grande dell'UE”, ha ricordato la commissaria Simson “ma ha il potenziale per contribuire ancora di più”

Bruxelles – Stati Uniti, Canada, Norvegia. Poi ancora Israele, Egitto e Azerbaigian. Non si ferma il lavoro dell’Unione europea per diversificare i fornitori di gas e gas naturale liquefatto (GNL), per affrancarsi più rapidamente dalle importazioni di energia in arrivo dalla Russia. Dopo l’ultimo memorandum d’intesa siglato a Baku a metà luglio per raddoppiare a 20 miliardi di metri cubi le importazioni di gas azero entro il 2027, ora la Commissione europea torna a guardare alla Nigeria, il quarto esportatore più grande per l’Ue per quanto riguarda il GNL, che secondo Bruxelles ha il potenziale per fare anche di più e aumentare le esportazioni al Continente in crisi di approvvigionamento.

“Abbiamo accordi in essere con Stati Uniti, Canada, Norvegia, Egitto e Israele, una partnership di lunga data con il Qatar e un approfondimento della cooperazione con l’Algeria”, ha sintetizzato martedì in conferenza stampa la commissaria europea all’energia, Kadri Simson, al termine del Consiglio straordinario per l’energia, passando in rassegna le tappe per la diversificazione del gas messe a segno nelle ultime settimane. Conferma le indiscrezioni secondo cui l’Ue starebbe esplorando “le opzioni per aumentare le importazioni di GNL dalla Nigeria. “Il paese è già il quarto esportatore più grande dell’UE”, ha ricordato la commissaria “ma ha il potenziale per contribuire ancora di più”, ha detto. Lo scorso anno, la Nigeria ha esportato 23 miliardi di metri cubi (bcm) di gas all’Europa (pari a circa il 15% delle importazioni dell’Ue nel 2021), ma la cifra è stata in progressiva diminuzione nel corso degli ultimi anni.

I contatti sono in corso già da metà febbraio, quando la vice-presidente esecutiva responsabile per la Concorrenza, Margrethe Vestager, si è recata nella capitale Abuja dove ha incontrato Otunba Niyi Adebayo, il ministro dell’industria, del commercio e degli investimenti della Nigeria per esplorare “tutte le opzioni per una maggiore fornitura di gas naturale liquefatto dalla Nigeria all’Ue”. L’idea era quella di organizzare un incontro tecnico tra i due partner per approfondire la questione.

Un incontro che è arrivato solo ora. Il vicedirettore generale del dipartimento energia della Commissione europea, Matthew Baldwin, si è recato in Nigeria la scorsa settimana e ha riferito a Reuters di contatti in corso con il Paese per aumentare le esportazioni, con la riapertura del gasdotto Trans Niger che potrebbe avvenire già dopo agosto, portando potenzialmente a un raddoppio delle forniture attuali di gas liquefatto.

La Russia è il più grande fornitore di gas all’Europa. Fino allo scorso anno, Bruxelles ha importato da Mosca il 40% delle sue forniture di gas. Con l’inizio della guerra di Russia in Ucraina e l’impegno dei leader Ue a porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili russi entro il 2027 (nel piano REPowerEU), la percentuale si è già ridotta a meno del 30 per cento che però richiede uno sforzo ulteriore di compensazione. L’Ue ha stimato di dover aumentare le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) per 50 miliardi di metri cubi, ma anche gas di gasdotto (+10 miliardi di metri cubi) per compensare le forniture russe. Nella sua strategia esterna per l’energia, pubblicata il 18 maggio insieme al piano REPowerEU, Bruxelles riconosce che i “Paesi dell’Africa subsahariana, e in particolare dell’Africa occidentale come la Nigeria (che già fornisce il 15% delle importazioni UE 2021), il Senegal e l’Angola, offrono un potenziale di GNL non sfruttato”.

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