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    Home » Cronaca » Docce fredde e tetti ai condizionatori, le misure anti-consumo energetico nell’UE

    Docce fredde e tetti ai condizionatori, le misure anti-consumo energetico nell’UE

    Insegne dei negozi spente durante la notte, monumenti meno illuminati. Dall'Italia alla Francia, dalla Spagna alla Grecia, ecco come si stanno muovendo gli Stati membri

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    3 Agosto 2022
    in Cronaca
    [foto: imagoeconomica]

    [foto: imagoeconomica]

    Bruxelles – Docce fredde e insegne spente di notte, limiti per riscaldamento e aria condizionata, addirittura chiusura delle caldaie. L’Unione europea, chiamata a confrontarsi con la crisi energetica e il rischio di tagli di forniture di gas, cerca di correre ai ripari. I Ventisette devono ridurre i consumi, come vuole l’accordo raggiunto nelle scorse settimane, e un po’ ovunque nel Vecchio Continente, vengono introdotte disposizioni per soddisfare questa misura. Ecco come ci si adopera, fin qui, sulla base delle diverse misure anti-consumo già adottate.

    SPAGNA: Il decreto legge varato a Madrid impone a tutti i luoghi pubblici e tutti gli esercizi commerciali, inclusi ristoranti, di non abbassare l‘aria condizionata sotto i 27 gradi in estate e di non aumentare il riscaldamento oltre i 19 gradi in inverno. Lo stesso provvedimento ordina anche ai negozi di spegnere le luci di notte. Insegne e vetrine devono smettere di essere illuminate entro le 22. Misure simili sono già state messe in atto per gli edifici della pubblica amministrazione, mentre restano volontarie per le famiglie.

    GERMANIA: In quanto Stato federale, la Germania vede al momento misure prese a livello di singolo ‘land’. Ad Hannover e in Bassa Sassonia, decretato lo stop a docce calde per piscine, palestre e centri sportivi. Saranno a disposizione solo fredde, quale misura per evitare sprechi. Inoltre, le piscine pubbliche smetteranno di essere riscaldate a gas. Previsto inoltre che gli edifici pubblici non usufruiranno di alcun riscaldamento da aprile a fine settembre di ogni anno, con temperature ambiente limitate a un massimo di 20 gradi per il resto dell’anno. In aree come magazzini, locali tecnici, corridoi, la temperatura massima varia da 10 a 15 gradi. A Lipsia, nel land della Sassonia, monumenti a illuminazione ridotta durante la notte. In Baviera decretato lo stop di acqua calda negli uffici distrettuali, la temperatura ambiente negli uffici pubblici sarà ridotta a un massimo di 19 gradi, mentre le aree non utilizzate non saranno riscaldate affatto. Durante le vacanze, l’acqua calda sarà spenta in tutte le scuole e l’illuminazione degli edifici comunali sarà spenta. A Berlino verrà ridotta l’intensità di illuminazione dei monumenti.

    FRANCIA: imposto il divieto in tutto il Paese di pubblicità luminosa e illuminata durante la notte, dall’1 e le 6. Le misure anti-consumo prevedono inoltre che gli uffici governativi potranno accendere l’aria condizionata solo se la temperatura interna supera i 26 gradi.

    GRECIA: disposto che i condizionatori non possono essere impostati a temperature inferiori a 27 gradi negli edifici pubblici durante l’estate, e gli impiegati, a fine giornata, devono spegnere i computer invece di lasciarli in stand-by e modalità risparmio energetico

    ITALIA: le misure varate risalgono a prima della crisi di governo. Il decreto bollette impone che l’aria condizionata negli edifici pubblici non può scendere sotto i 19 gradi in estate e il riscaldamento non deve superare i 27 in inverno. Imposto anche l’utilizzo di dispositivi per affievolire l’intensità luminosa notturna per le luci esterne dei palazzi pubblici.

    Tags: crisi energeticaenergiafranciagermaniaitaliaue

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