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    Home » Politica Estera » Scholz: “Croazia, Romania e Bulgaria pronte per l’area Schegen”

    Scholz: “Croazia, Romania e Bulgaria pronte per l’area Schegen”

    Il cancelliere tedesco ritiene che i tre Paesi abbiano le carte in regola per entrare nella zona di libera circolazione. "Lavorerò perché diventino membri a pieno titolo"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    29 Agosto 2022
    in Politica Estera
    Per la Commissione è tempo di includere Bulgaria, Romania e Croazia nell'area Schengen

    Bruxelles – L’area Schengen per la libera circolazione può allargarsi. “Croazia, Romania e Bulgaria soddisfano tutti i requisiti tecnici per l’adesione a pieno titolo”, e per questo motivo “lavorerò perché diventino membri a pieno titolo”. Olaf Scholz dà il proprio benestare all’estensione dei dispositivi dei trattati in materia di spostamento delle persone anche a questi tre Paesi. Il cancelliere tedesco apre le porte a Zagabria, Bucarest e Sofia, e soprattutto rilancia il dibattito politico. Sceglie la cornice dell’università Carolina di Praga per l’annuncio che potrebbe scrivere un nuovo capitolo nella storia del processo di integrazione europea.

    “L’Europa è il nostro futuro”, la sintesi del suo intervento, e in questa sua visione per l’Europa che deve essere c’è anche il passo avanti nell’unione dei popoli. “Schengen è uno dei più grandi successi dell’Unione europea e dovremmo proteggerlo e svilupparlo. Ciò significa, per inciso, colmare le lacune rimanenti”. Queste lacune sono rappresentate da quegli Stati membri che ancora non hanno le carte in regola per garantire che ci si possa spostare senza controlli, senza restrizioni alle frontiere, senza impedimenti di ogni sorta. Croazia, Romania e Bulgaria sono quelle lacune fin qui registrare nel blocco dei Ventisette, che a detta di Berlino non rappresentano più un problema.

    Vivere nell’area Schengen vuol dire poter vivere, studiare, lavorare e andare in pensione ovunque nell’UE. Un qualcosa possibile però non per tutti quanti. I tre Stati membri dell’est sono tagliati fuori da tutto questo, per ragioni tecniche e di tempi necessari ad avere le carte in regola. Dovranno entrare prima o poi, perché eccezione fatta per l’Irlanda che ha negoziato e ottenuto deroghe (opt-out), gli Stati membri devono poter soddisfare le quattro libertà alla base dell’Ue.

    La questione andrà affrontata in sede Ue, dove per procedere all’allargamento Schengen serve il consenso unanime del Consiglio. L’apertura di Scholz può servire da impulso ad un processo rimasto bloccato per troppo tempo. Il Parlamento europeo da anni chiede di ammettere Romania e Bulgaria, senza esito. Adesso la Germania si fa promotrice della riforma.

    Tags: BulgariaCroazialibera circolazioneolaf scholzromaniaue

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