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Gli eurodeputati votano sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti per le europee 2024. La Lega si astiene, si spacca FdI

Gli eurodeputati votano sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti per le europee 2024. La Lega si astiene, si spacca FdI

Bruxelles – È un voto spacca-destre quello che si è tenuto oggi (giovedì 15 settembre) al Parlamento Europeo. Con 392 voti a favore, 119 contrari, 56 astensioni gli eurodeputati hanno adottato la loro posizione sulla proposta della Commissione sulle norme Ue aggiornate per il finanziamento ai partiti politici e alle fondazioni, ma per gli italiani va registrata l’astensione della Lega e la divisione interna a Fratelli d’Italia (di cui la metà dei membri non ha votato).

La posizione favorevole del Parlamento Ue su quanto proposto dall’esecutivo comunitario nel novembre dello scorso anno apre i negoziati con i co-legislatori del Consiglio dell’Ue, che hanno già adottato la propria posizione sei mesi fa. In prospettiva del voto delle elezioni europee nella primavera del 2024, Bruxelles vuole una regolamentazione più stringente sul finanziamento a partiti e fondazioni, anche alla luce dei rischi di interferenze russe nella politica nazionale ed europea. Gli eurodeputati spingono per facilitare le interazioni tra i partiti europei e i loro membri nazionali e a livello trans-frontaliero, ma soprattuto per aumentare la trasparenza e la sostenibilità finanziaria dei partiti e per garantire che i loro membri extra-Ue sottoscrivano valori equivalenti a quelli applicati nell’Unione. Nello specifico, per un maggiore controllo sulla provenienza dei fondi, la soglia delle donazioni dovrà essere abbassata da 3 mila a 1.500 euro all’anno per donatore: al di sopra di questo importo, dovranno essere fornite informazioni per la loro identificazione.

Tra i punti su cui dovrà essere trovato un accordo con i 27 governi nazionali, compare anche la questione dei controlli in caso di sospetta violazione del regolamento che possono essere effettuatida parte dell’autorità delle fondazioni e dei partiti politici europei – ma fornendo prove di violazione prima di imporre una sanzione finanziaria – e il livello di regime di co-finanziamento per partiti e fondazioni europee (la proposta della Commissione è di allinearli al 5 per cento). Agli stessi soggetti considerati nelle nuove norme dovrebbe poi essere chiesto di presentare ogni anno una dichiarazione scritta sul rispetto dei valori dell’Unione Europea, mentre si dovrà trovare un’intesa su quali occasioni di voto escludere dal co-finanziamento delle campagne nazionali (che non siano nel contesto delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo).

A sollevare però le maggiori perplessità sono le posizioni delle destre, in particolare quelle italiane. La Lega – già nell’occhio del ciclone per le accuse di possibile finanziamento da Mosca dopo gli accordi stretti e mai sciolti con il partito di Putin – si è astenuta in massa, mentre per Fratelli d’Italia hanno votato a favore due eurodeputati (Pietro Fiocchi e Raffaele Stancanelli) e due si sono astenuti (Sergio Berlato e Carlo Fidanza), mentre gli altri quattro (Raffaele Fitto, Giuseppe Milazzo, Nicola Procaccini e Vincenzo Sofo) non hanno participato alla votazione. Tutti gli altri partiti italiani (Forza Italia, Partito Democratico, Azione, Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Verdi) si sono invece allineati alla maggioranza.

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