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Samantha Cristoforetti a capo dell'ISS rilancia il dibattito UE sullo spazio
Un momento della video-chiamata tra Samantha Cristoferetti e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola

Samantha Cristoforetti a capo dell'ISS rilancia il dibattito UE sullo spazio

L'astronauta italiana sarà la prima donna a capo della Stazione spaziale internazionale. Le congratulazioni di Metsola, che la chiama in orbita

Bruxelles – Donna, europea, europeista. Samantha Cristoferetti il 28 settembre sarà ufficialmente nominata comandante della stazione spaziale internazionale. E’ la prima volta che una donna riceve questo incarico, un avvenimento che contribuisce a rilanciare un dibattito poco presente nell’agenda politica. “Non si parla abbastanza di spazio”, riconosce la presidente del Parlamento europeo. Roberta Metsola è stata tra le prime a congratularsi con l’astronauta italiana per questo riconoscimento, e ha voluto organizzare una videoconferenza per l’occasione. “Ciao. Sei fonte di ispirazione per molti di noi”, il saluto di Metsola volutamente in italiano. “Vorrei che ci fossero più donne nel campo scientifico e della ricerca, vorrei che i deputati europei parlassero di più di spazio”, confida Metsola.

Già, l’Europa. Cristoforetti si presenta mostrando la bandiera dell’Agenzia spaziale europea, e soprattutto quella dell’Ue. Una coreografia che rende Metsola contenta, ancora più “orgogliosa”. L’astronauta che dà “il benvenuto ai cittadini europei”. Li fa sognare ancora una volta, portandoli tra le stelle. Apre le porte della ISS all’Ue, e non solo quelle. Offre la disponibilità a raccontare l’importanza dell’orbita. “E’ importante avere chiaro il potenziale dello spazio per fenomeni come cambiamento climatico o crisi alimentare. Si tende a considerare lo spazio come qualcosa di separato dal resto, quando in realtà lo permea”.

Quindi, ai cittadini europei cui apre le porte della stazione spaziale, Cristoforetti invita a non mollare mai, e a pensarci bene prima di ragionare in termini puramente nazionali. “Fare l’astronauta è sempre stato il mio sogno, fin da bambina”, ricorda. Ma ricorda anche “l’opportunità che ho avuto di entrare a far parte dell’Esa”, l’organizzazione inter-governativa che ha reso possibile il suo sogno. Un’integrazione diversa da quella dell’Ue (all’Esa aderiscono 22 Paesi, non tutti dell’Unione europea), ma pur sempre integrazione e cooperazione. “Mostrare questa bandiera è un privilegio“, dice, non a caso, indicando la bandiera blu con le dodici stelle.

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