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La nuova presidente della Consulta Sciarra: “Siamo nell'ordinamento europeo e lo applichiamo”
Silvana Sciarra (Foto: Corte Costituzionale)

La nuova presidente della Consulta Sciarra: “Siamo nell'ordinamento europeo e lo applichiamo”

Nella conferenza stampa di inizio mandato: “I valori comuni vanno osservati, sono quelli che hanno consentito di aderire all'Unione europea”

Bruxelles – I Paesi dell’Unione europeo vivono nell’ordinamento giuridico europeo, ne condividono i valori, ed è dunque naturale rispettarne principi e norme. La neo eletta presidente della Coste costituzionale, Silvana Sciarra, giuslavorista settantaquattrenne che resterà in carico fino a novembre del 2023 è molto decisa nelle sue posizioni, che esprime con ferma pacatezza durante la sua prima conferenza stampa dopo l’elezione.

Spiega che tra i giudici della Consulta non si ama “parlare di prevalenza” del diritto europeo su quello nazionale, “perché non guardiamo alle fonti nazioni ed europee in senso gerarchico. Siamo – spiega – nell’ordinamento europeo e lo applichiamo. Rispettiamo ed applichiamo le sentenze della Corte di Giustizia”. Riconosce che “qualche Corte costituzionale in Europa pone in dubbio” questo principio, ma afferma che in Italia “certamente non diremmo mai che l’indipendenza della magistratura può essere una cosa identitaria tale da violare il diritto europeo”. I giudici costituzionali italiani, ha aggiunto sono “attenti osservatori del diritto europeo, mai acritici. Fino ad ora l’esito confronto è stato molto buono”.

Secondo Sciarra “i valori comuni (dell’Unione, ndr) vanno osservati”, perché “sono quelli che hanno consentito di aderire all’Unione europea”.

Invitata a parlare dei paventati rischi per la democrazia che potrebbero scaturire dalla prossime elezioni, Sciarra ha risposto: “Confido sempre nella forza delle istituzioni di rispondere alla scelte dei cittadini. E non ho motivo di credere che non saranno rispettate le sentenze della Corte Costituzionale”.

Sul tema dei migranti, sul loro diritto alla libera circolazione una volta ammessi in un Paese dell’Unione, la presidente della Consulta spiega infine che “questo è un terreno solido dal quale è difficile discostarsi. Sono fonti europee”.