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    Home » Politica Estera » La prima mossa di Liz Truss: ammorbidire Bruxelles con la promessa di accordo sull’Irlanda del Nord entro aprile 2023

    La prima mossa di Liz Truss: ammorbidire Bruxelles con la promessa di accordo sull’Irlanda del Nord entro aprile 2023

    La neo-premier britannica si è confrontata con la leader della Commissione, Ursula von der Leyen, a New York. Anche il presidente statunitense, Joe Biden, in campo per un compromesso non oltre il 10 aprile, 25esimo anniversario dalla firma dell'Accordo del Venerdì Santo

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    22 Settembre 2022
    in Politica Estera
    Liz Truss Ursula von der Leyen
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    Bruxelles – Dopo la tempesta, l’Unione Europea si aspetta un atteggiamento più distensivo da parte di Londra. La nuova prima ministra britannica, Liz Truss, da New York apre a un accordo con l’Ue per l’implementazione del protocollo sull’Irlanda del Nord, che potrebbe avere come data ultima il 10 aprile 2023, ovvero il 25esimo anniversario dalla firma dell’Accordo del Venerdì Santo, che nel 1998 aveva sancito la fine del conflitto nell’isola d’Irlanda. A favorire la distensione dei rapporti tra le due sponde della Manica è stato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, preoccupato ancora una volta per un conflitto diplomatico tra Unione Europea e Regno Unito di cui al momento non si vede una via d’uscita.

    Liz Truss Ursula von der Leyen
    Da sinistra: la prima ministra del Regno Unito, Liz Truss, e la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen (New York, 21 settembre 2022)

    “Siamo impegnati a proteggere l’accordo del Venerdì Santo”, ha confermato l’inquilino della Casa Bianca rivolgendosi alla premier britannica in carica da due settimane. L’impegno diplomatico di Washington potrebbe aprire nuovi spiragli per un ammorbidimento delle posizioni della Commissione Europea, che a metà giugno ha scongelato una procedura d’infrazione contro il Regno Unito e ne ha attivate altre due per la decisione di Londra di tentare la strada della modifica unilaterale del protocollo sull’Irlanda del Nord. In qualità di capa negoziatrice delle relazioni post-Brexit nel precedente gabinetto Johnson, è stata proprio Truss la principale artefice della crisi tra Ue e Regno Unito e dopo la sua nomina a prima ministra sono iniziate a intensificarsi le voci di un’attivazione dell’articolo 16 del Protocollo, che sospenderebbe temporaneamente buona parte dei controlli mentre le due parti negoziano la sua applicazione.

    Ecco perché è cruciale l’impegno della premier Truss per arrivare a un accordo sostenibile con Bruxelles, che risponda alle preoccupazioni della Commissione sulla possibilità che Downing Street 10 voglia cancellare con un colpo di spugna tutti i controlli sulle merci trasportate tra la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord, mettendo di fatto fine all’integrità del Mercato Unico dell’Ue sull’isola d’Irlanda. Il nuovo calendario su cui si sta convergendo suggerisce che Truss sarebbe disposta ad adottare un approccio meno conflittuale a proposito delle relazioni post-Brexit e, a confermare l’intensificarsi del dialogo a New York a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è arrivato anche l’incontro tra la stessa Truss e la numero uno della Commissione, Ursula von der Leyen: nel condannare le recenti dichiarazioni di Vladimir Putin sulla guerra in Ucraina, la mobilitazione generale e la minaccia nucleare per difendere la Russia, le due leader hanno anche “discusso delle relazioni Ue-Regno Unito, tra cui l’energia, la sicurezza alimentare e il protocollo sull’Irlanda del Nord”, si legge nella dichiarazione congiunta.

    Good discussion with Prime Minister @trussliz on EU-UK relations and Russia's invasion of Ukraine.

    We condemn Putin’s actions and agree that his calls to mobilise parts of the population are a sign of weakness.

    Russia's invasion is failing. pic.twitter.com/b1Q3oZVmMn

    — Ursula von der Leyen (@vonderleyen) September 21, 2022

    Al centro della contesa tra Bruxelles e Londra c’è in particolare la questione del periodo di grazia per il commercio nel Mare d’Irlanda, ovvero la durata della concessione temporanea ai controlli Ue sui certificati sanitari – e non – per il commercio dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord. Il tentativo di prorogare unilateralmente il periodo di grazia da parte del governo guidato da Boris Johnson aveva scatenato lo scontro diplomatico tra le due sponde della Manica, apparentemente risolto tra luglio e ottobre dello scorso anno: l’esecutivo comunitario aveva prima sospeso la procedura d’infrazione contro Londra, per cercare poi delle soluzioni di compromesso su tutti i settori più delicati, ma senza mai mettere in discussione l’integrità della parte dell’accordo di recesso tra Ue e Regno Unito siglato per garantire l’unità sull’isola d’Irlanda. La mossa unilaterale di Downing Street 10 di giugno ha però causato una dura risposta da parte della Commissione, con la riattivazione della procedura d’infrazione del marzo 2021.

    Tags: accordo ue-regno UnitobrexitIrlanda del nordJoe BidenLiz Trussprotocollo irlanda del nordRegno UnitoUe-Regno Unitoukraineursula von der leyen

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