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Ucraina, energia, crisi economica. Michel rilancia l'unità dell'Unione europea contro la guerra di Putin
Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in un momento della video conferenza della parti sociali [foto: European Council]

Ucraina, energia, crisi economica. Michel rilancia l'unità dell'Unione europea contro la guerra di Putin

La tradizionale lettera di invito ai capi di Stato e governo che si riuniranno a Praga il 7 ottobre è un inno a mantenere unità e fermezza contro l'escalation di Putin nella guerra in Ucraina. I leader dei 27 lanceranno il giorno prima il primo incontro della comunità politica europea, allargata ai partner d'Europa

Bruxelles – Ucraina, sicurezza energetica e incertezza economica. Nella tradizionale lettera pre-vertice inviata ieri sera (2 ottobre) ai capi di stato e governo, Charles Michel evidenzia bene che le discussioni tra i leader al Summit informale che si terrà venerdì 7 ottobre a Praga avranno come comune denominatore la guerra scatenata dalla Russia in Ucraina e le sue conseguenze sul piano economico ed energetico. A cui i 27 governi, secondo il presidente del Consiglio europeo, dovranno dare una risposta “unita e ferma”.

I leader dell’Ue si troveranno a Praga in un Vertice informale ospitato dalla presidenza di turno della Repubblica ceca, dopo l’escalation della guerra delle ultime settimane voluta dal presidente russo Vladimir Putin che ha organizzato una campagna di mobilitazione nazionale, falsi referendum e l’annessione illegale dei territori dell’Ucraina. Michel richiama all’unità e alla fermezza dell’Unione europea nella risposta. “La nostra solidarietà con l’Ucraina e il suo popolo rimane incrollabile”, assicura nella lettera, anticipando che a Praga i leader europei discuteranno “di come continuare a fornire un forte sostegno economico, militare, politico e finanziario all’Ucraina per tutto il tempo necessario”. Con occhio di riguardo, i capi di stato e governo guarderanno anche a come “proteggere la nostra infrastruttura critica”, dopo i danni registrati settimana scorsa dai due gasdotti russi Nord Stream 1 e 2 che hanno portato alla fuoriuscita di gas dai condotti con preoccupazioni per la sicurezza infrastrutturale strategica dell’Ue ma anche ambientale, per le fughe di metano nel Mar Baltico.

Ma la guerra in Ucraina si ripercuote sopratutto sulla situazione energetica ed economica in Europa. “Il nostro obiettivo principale è garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e l’energia a prezzi accessibili per le nostre famiglie e aziende, in particolare con l’avvicinarsi del freddo invernale”, ha scritto Michel, anticipando che i leader torneranno a “valutare le decisioni già prese al riguardo e forniremo indicazioni su ulteriori azioni necessarie per garantire una risposta europea ben coordinata”, assicura. Il dossier energia sarà dominante nelle discussioni tra i capi di stato e governo, con la previsione di una nuova proposta da parte dell’Esecutivo comunitario nei prossimi giorni sulle misure per mitigare l’aumento del prezzo del gas. A margine del Consiglio energia che si è tenuto venerdì, il ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha riferito di “lavori in corso” a partire da oggi con i grandi energivori europei per valutare l’introduzione non tanto di un tetto fisso al prezzo del gas, ma un tetto dinamico (con un range di prezzo) per superare i timori in particolare della Germania di vedersi tagliare le forniture di gas dagli altri fornitori. Il lavoro è in corso insieme alla Commissione europea proprio per trovare una quadra prima del Summit di venerdì. Più che mai, ha aggiunto Michel, la chiave sarà “la nostra capacità di restare uniti e coordinare la nostra risposta politica, in uno spirito di solidarietà e in difesa dei nostri interessi comuni”.

L’incontro dei 27 leader (per l’Italia ci sarà ancora il dimissionario Mario Draghi) a Praga sarà preceduto dal primo incontro della neonata Comunità politica europea, il progetto geopolitico nato dall’idea del presidente francese Emmanuel Macron per approfondire i legami dell’Ue con i suoi partner in Europa. L’ambizione – spiega ancora Michel nella lettera – è riunire i leader “su un piano di parità e promuovere il dialogo politico e la cooperazione su questioni di interesse comune in modo che, insieme, lavoriamo per rafforzare la sicurezza, la stabilità e la prosperità dell’Europa nel suo insieme”. La comunità è allargato ai 27 Stati membri dell’UE e Albania, Armenia, Azerbaigian, Bosnia Erzegovina, Georgia Islanda, Kosovo, Liechtenstein, Moldavia, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia, Svizzera, Turchia, Ucraina e il Regno Unito. I Paesi in questione si confronteranno su vari dossier, a partire dalla pace e la sicurezza, la situazione economica, l’energia e il clima, le migrazioni e la mobilità. Michel anticipa che non ci sarà alcun esito formale scritto della Comunità politica europea e che l’incontro si terrà presso il Castello di Praga il 6 ottobre, inizierà con una sessione plenaria di apertura dalle 13:00 alle 14:00. Successivamente, scrive Michel, “sarai invitato a partecipare a tavole rotonde fino alle 16:00 circa. Dalle 16:00 alle 19:00 avrete la possibilità di programmare incontri bilaterali” . La sessione plenaria di chiusura si svolgerà durante la cena.

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