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L'Ue dispiegherà 40 esperti sul confine Armenia-Azerbaigian per monitorare la situazione di conflitto nella regione
(credits: LUDOVIC MARIN / AFP)

L'Ue dispiegherà 40 esperti sul confine Armenia-Azerbaigian per monitorare la situazione di conflitto nella regione

La decisione è arrivata dopo il vertice bilaterale del 6 ottobre a Praga tra il presidente azero, Ilham Aliyev, e il premier armeno, Nikol Pashinyan, mediato dal presidente francese, Emmanuel Macron, e del Consiglio Ue, Charles Michel. Gli esperti arriveranno dalla missione in Georgia

Bruxelles – L’Unione Europea interviene concretamente negli sforzi diplomatici sul campo per tentare di trovare una soluzione al conflitto tra Armenia e Azerbaigian. I 27 ministri degli Esteri Ue hanno dato il via libera oggi (lunedì 17 ottobre) al dispiegamento di 40 esperti di monitoraggio lungo il lato armeno del confine tra i due Paesi del Caucaso meridionale, con l’obiettivo di “monitorare, analizzare e riferire” sulla situazione di conflitto politico e militare nella regione.

Armenia Azerbaijan UE
Da sinistra: il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, e il premier dell’Armenia, Nikol Pashinyan

La decisione di oggi mette a terra il compromesso raggiunto lo scorso 6 ottobre a Praga in occasione della prima riunione della Comunità Politica Europea, durante il vertice bilaterale tra il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, e il premier dell’Armenia, Nikol Pashinyan (mediato dal presidente francese, Emmanuel Macron, e del Consiglio Ue, Charles Michel), il primo dopo lo scoppio delle violenze di confine iniziate più di un mese fa. Il dispiegamento dei 40 esperti Ue lungo il confine “mira a creare fiducia in una situazione instabile che mette a rischio vite umane e compromette il processo di risoluzione del conflitto”, si legge in una nota dell’alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell: “Questa è un’altra prova del pieno impegno dell’Ue nel contribuire all’obiettivo finale di raggiungere una pace sostenibile nel Caucaso meridionale“.

Dallo scorso 13 settembre sono riprese le ostilità tra Armenia e Azerbaigian, che si accusano a vicenda di bombardamenti alle infrastrutture militari e sconfinamenti di truppe di terra, dopo le sparatorie alla frontiera tra i due Paesi di fine maggio. Le tregue temporanee negoziate – compresa quella del novembre 2020 – non sono mai riuscite a porre fine a un conflitto congelato che si protrae dal 1992, con scoppi di violenze armate come quello dell’ottobre del 2020: in sei settimane di conflitto erano morti quasi 7 mila civili, prima del cessate il fuoco che ha imposto all’Armenia la cessione di ampie porzioni di territorio nel Nagorno Karabakh, enclave cristiana nel sud-ovest dell’Azerbaigian (Paese a maggioranza musulmano). Negli ultimi mesi l’Unione Europea ha preso il posto della Russia come mediatrice e ha posto come priorità dei colloqui di alto livello la delimitazione degli oltre mille chilometri di confine tra i due Paesi: entro la fine di ottobre si dovrebbe svolgere la prossima riunione delle commissioni di confine.

Nagorno Karabakh Armenia AzerbaijanCon lettera ricevuta dall’alto rappresentante Borrell il 22 settembre il ministero degli Esteri dell’Armenia aveva invitato l’Ue a dispiegare esperti civili lungo il confine di Stato. Venerdì scorso (14 settembre) era arrivata a Yerevan la missione di valutazione tecnica, in preparazione delle discussioni del Consiglio Affari Esteri di oggi a Lussemburgo a proposito dell’invio dei 40 esperti. La missione di monitoraggio avrà “carattere temporaneo e in linea di principio non durerà più di due mesi“, specifica la nota del Consiglio dell’Ue. Per garantirne il “rapido dispiegamento”, i 40 esperti saranno dislocati “temporaneamente”dalla missione di monitoraggio dell’Ue in Georgia, con “misure operative per non compromettere la propria capacità” nel Paese caucasico che ha fatto domanda di adesione all’Unione.

La decisione è stata dettata dall’urgenza del momento (una missione apposita avrebbe richiesto tempi troppo lunghi per i preparativi), anche in considerazione della situazione generale nel Caucaso meridionale e nell’Asia centrale e l’influenza calante della Russia di Putin. L’Armenia fa parte dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (alleanza militare composta da Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan) e ha siglato un Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza con la Russia, ed è per questo che la presenza Ue a Yerevan e lungo il lato armeno del confine con l’Azerbaigian assume un significato non di poco conto per il rafforzamento del ruolo di Bruxelles come attore politico e mediatore nella regione.

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