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L'Ue è pronta a imporre sanzioni contro l'Iran per l'invio di droni e addestratori alla Russia negli attacchi all'Ucraina
(credits: Alexandr Demyanchuk / SPUTNIK / AFP)

L'Ue è pronta a imporre sanzioni contro l'Iran per l'invio di droni e addestratori alla Russia negli attacchi all'Ucraina

La Commissione ha raccolto "crescenti evidenze" sulla vendita diretta di armi a Mosca da parte di Teheran. I 27 leader dell'Unione dovranno discutere durante il Consiglio Europeo del 20-21 ottobre se includere altri 5 individui e 3 entità nell'aggiornamento della lista di misure restrittive

Bruxelles – L’Unione Europea a un passo dall’imporre nuove sanzioni all’Iran, questa volta per essersi schierato militarmente a sostegno della Russia di Putin nella guerra in Ucraina. Saranno i 27 leader Ue – che si incontreranno domani e dopodomani (20-21 ottobre) a Bruxelles in occasione del Consiglio Europeo – a discutere sulle “crescenti evidenze” raccolte dalla Commissione a proposito dell’invio di droni kamikaze, armi e addestratori da Teheran in Crimea.

A renderlo noto sono diverse fonti europee a Bruxelles, che anticipano un’intesa di massima su 5 individui e 3 entità in Iran coinvolte nei recenti bombardamenti russi in Ucraina. Le stesse fonti ribadiscono che l’eventuale aggiornamento della lista dei sanzionati è legato specificamente alla vendita di armi e droni alla Russia, e non alla repressione violenta delle manifestazioni delle donne iraniane. Su questo punto le istituzioni comunitarie hanno già trovato l’intesa lunedì (17 ottobre), con l’inserimento di 11 persone e 4 entità (tra cui figure-chiave della Polizia della Moralità, il ministro dell’Informazione e della Tecnologia delle comunicazioni e capi locali delle Forze dell’ordine) coinvolte nell’omicidio di Mahsa Amini.

Proprio al Consiglio Affari Esteri di lunedì l’alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, aveva reso noto che i servizi della Commissione stavano raccogliendo prove sulla vendita dei droni e delle armi iraniane a Mosca direttamente dall’Iran. A denunciare il legame tra il regime teocratico e il Cremlino nei bombardamenti che stanno colpendo Kiev e altri maggiori centri dell’Ucraina dall’inizio della scorsa settimana era stato lo stesso ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, in videocollegamento da un bunker a Kiev. Borrell aveva specificato che “saremo pronti a reagire con gli strumenti a nostra disposizione”, in caso di responso positivo dalle prove raccolte sul campo sull’uso di droni Shahed 136 a guida Gps possono volare per oltre duemila chilometri.

Durante il punto quotidiano con la stampa europea la portavoce della Commissione responsabile per gli Affari esteri, Nabila Massrali, ha reso noto che al vertice ministeriale di lunedì “c’è stato un accordo politico ampio” e che “ora che abbiamo raccolto prove sufficienti, il lavoro procede spedito in Consiglio”. In soli due giorni sono “cresciute le evidenze” non tanto sul fatto che i droni fossero iraniani, quanto piuttosto sul fatto che la vendita non sia stata effettuata da terzi, riferiscono funzionari europei. Al vertice dei leader Ue si discuterà anche sull’invio di addestratori dall’Iran in Crimea per specializzare le forze russe sull’uso del materiale bellico, altra questione che potrebbe essere inserita in una nuova tranche di sanzioni.

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