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    Home » Cronaca » Il mal di clima costa all’Ue 145 miliardi di euro in 10 anni

    Il mal di clima costa all’Ue 145 miliardi di euro in 10 anni

    Eurostat mostra come gli eventi meteorologici estremi legati al 'global warming' sono sempre una realtà e un problema. Dei 145 miliardi l'Italia ne paga 35,6

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    24 Ottobre 2022
    in Cronaca, Economia
    Il mal di clima costa all'Ue 145 miliardi di euro in dieci anni
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    Bruxelles – Inondazioni, alluvioni, bombe d’acqua, trombe d’aria, siccità. I fenomeni atmosferici e meteorologici estremi legati al surriscaldamento del pianeta e del cambiamento climatico sono costati all’Unione europea 145 miliardi di euro solo nell’ultimo decennio. Tra il 2010 e il 2020 una media di oltre 14 miliardi e mezzo di euro per far fronte alle ricadute del clima impazzito. I dati Eurostat accendono una volta di più la luce dei riflettori su un fenomeno dagli impatti devastanti, per ambiente, società e anche finanze. Lo dimostra anche la media mobile trentennale delle perdite economiche legate al clima. C’è “una chiara tendenza“, riconosce l’istituto di statistica europea. Questi costi stanno”aumentando di quasi il 2 per cento all’anno nell’ultimo decennio“.

    Le informazioni a disposizione sono aggiornate al 2020, e non tengono conto, ancora, della siccità e degli incendi che hanno colpito l’Europa questa estate. Nell’ultimo anno di riferimento, comunque, vale a dire nel 2020, le perdite economiche totali legate al clima, per l’Ue e i suoi Stati membri, sono state di 12 miliardi di euro. Meno della media, ma solo perché l’andamento è ogni anno diverso e la portata dei cambiamenti climatici sempre variabile. Così la perdita totale più alta è stata registrata nel 2017, con danni complessivi per 27,9 miliardi di euro, più del doppio rispetto al 2020. Il motivo? Le ondate di caldo registrate in Europa che hanno prosciugato il terreno e causato incendi, ricorda Eurostat. Invece, il minor impatto dei cambiamenti climatici, in termini di ricadute economiche, è stato registrato nel 2012 (3,7 miliardi di euro).

    In questa vera e propria emergenza, l’Italia è quella che sta pagando il costo più alto. Nell’ultimo decennio, se l’Ue ha pagato 145 miliardi di euro, il Belpaese da solo ha avuto perdite 35,6 miliardi di euro. Solo nel 2010 e nel 2013 i danni sono stati limitati nell’ordine di centinaia di milioni di euro, ma il ripristino di quanto portato via dal clima pazzo costa più che altrove. Nel 2020 tra siccità, incendi, alluvioni e fenomeni estremi, il costo è di 41,45 euro per abitante. Un conto più salato si è registrato solo in Grecia, Francia e Finlandia. L’Italia è dunque tra gli Stati membri dell’Ue ad aver subito le maggiori perdite economiche per danni causati ai cambiamenti climatici.

    Tags: climadati eurostateurostatitalia

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