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I leader dei Balcani Occidentali hanno firmato 3 accordi sulla mobilità regionale:

I leader dei Balcani Occidentali hanno firmato 3 accordi sulla mobilità regionale: "Come la storia del progetto europeo"

Le intese sono state siglate al summit del Processo di Berlino, insieme a una dichiarazione sulla sicurezza energetica. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, plaude le iniziative, a cui "ne seguiranno altre per completare il Mercato Regionale Comune"

Bruxelles – Dopo il ‘grand tour’ dei Balcani Occidentali da parte della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, il momento di capitalizzare le ottime reazioni è arrivato al summit 2022 del Processo di Berlino, l’iniziativa diplomatica nata otto anni fa e legata all’allargamento dell’Ue nella regione. “Accolgo con favore la firma di tre accordi sulla mobilità regionale, presto dovrebbero seguirne altri per completare il Mercato Regionale Comune”, si è complimentata con i leader balcanici la numero uno della Commissione a Berlino: “È come la storia al centro del progetto dell’Unione Europea”.

I risultati del summit del Processo di Berlino si sono misurati in diversi accordi e intese per affrontare le maggiori sfide sul breve e lungo periodo. In primis, i tre nuovi accordi sul Mercato Regionale Comune che facilitano la libertà di circolazione e l’occupazione: si tratta del riconoscimento dei documenti di identità per muoversi all’interno della regione, dei titoli accademici e delle qualifiche per una serie di professionisti (da dentisti ad architetti). “La libertà di movimento coinvolge 18 milioni di cittadini e l’integrazione nel Mercato Regionale Comune è fondamentale per avvicinarsi al Mercato Unico dell’Ue“, ha sottolineato la presidente von der Leyen.

Ursula von der Leyen Processo Berlino
La firma degli accordi sulla mobilità regionale nei Balcani Occidentali nel quadro del Processo di Berlino (3 novembre 2022)

Di enorme importanza anche la dichiarazione sulla cooperazione in materia di sicurezza energetica, in cui i leader di Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia si sono impegnati a raddoppiare gli sforzi per attuare l’Agenda verde per i Balcani Occidentali, allineata al Green Deal Europeo. “Dobbiamo sincronizzare i nostri sforzi nella diversificazione delle fonti energetiche, nell’eliminazione di quelle russe e nelle azioni per gli acquisti congiunti”, ha esortato von der Leyen in conferenza stampa al termine del vertice nel quadro del Processo di Berlino, sottolineando che la cooperazione rafforzata “contribuirà a un’energia più pulita e ad accelerare le riforme dei mercati energetici nazionali“.

Anche da parte del presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, sono arrivate le congratulazioni ai leader dei sei Paesi balcanici e la garanzia che i partner “possono contare sul sostegno dell’Ue nel settore energetico e nel rafforzamento della resilienza alle minacce ibride”. Dando appuntamento a Tirana – non solo per la prossima riunione del Processo di Berlino, ma soprattutto per il vertice Ue-Balcani Occidentali del 6 dicembre – il numero uno del Consiglio ha sottolineato che “ci baseremo sui risultati delle discussioni odierne, approfondiremo il nostro partenariato politico e programmatico e attenueremo ulteriormente l’impatto negativo della guerra della Russia contro l’Ucraina”.

L’energia al Processo di Berlino

Per “crisi senza precedenti” sono necessari “sforzi senza precedenti”, ha ricordato la presidente von der Leyen al termine della riunione del Processo di Berlino, riassumendo l’impegno sul fronte dell’energia a sostegno della regione, come già anticipato nel suo viaggio nei Balcani Occidentali: “Stanzieremo un pacchetto da un miliardo di euro in sovvenzioni, diviso in due parti“. La prima metà – 500 milioni “che saranno adottati a dicembre e disponibili a gennaio” – sarà destinata al supporto immediato per ammortizzare gli aumenti dei prezzi dell’energia in ciascun Paese (80 milioni per la Macedonia del Nord, altrettanti per l’Albania, 75 per il Kosovo, 70 per la Bosnia ed Erzegovina, 165 per la Serbia, mentre per il Montenegro sarà comunicato nel prossimo viaggio di von der Leyen a Podgorica, fanno sapere fonti Ue).

La seconda parte – altri 500 milioni attraverso il Piano economico e di investimenti – promuoverà la diversificazione energetica, la produzione di energia rinnovabile e le interconnessioni di gas ed elettricità. Come specifica l’esecutivo comunitario, le misure a breve termine (1/2 anni) sosterranno la diversificazione delle forniture energetiche, potenziando interconnettori del gas e dell’elettricità (compreso il Gnl) e sostenendo la costruzione di progetti per le rinnovabili e le misure di efficienza energetica. L’assistenza a medio termine (2/3 anni) comprenderà invece investimenti su progetti di generazione di energia rinnovabile su larga scala, l’aggiornamento dei sistemi di trasmissione, il teleriscaldamento e i programmi di efficienza energetica per i vecchi condomini.

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